Una delle mie mete preferite per una piacevole escursione è la Val d’Intelvi che si distende fra i monti che separano il Lago di Como dal Lago di Lugano. Da San Fedele d’Intelvi parte una strada che, superato il paese di Pigra, porta al Rifugio Colonno ove inizia la Val d’Intelvi. Parcheggiata qui l’auto, è possibile percorrere a piedi una strada bianca che, salendo dolcemente, porta al Rifugio Boffalora e al successivo Rifugio Venini a 1.560 metri d’altezza. Questo è quello che, in linea di massima, ho fatto nelle tre occasioni in cui ho visitato la valle con destinazione il Rifugio Venini ove, nel 2018, ho alloggiato una notte. Il panorama che si gode dalla Val d’Intelvi e dalla cima dei monti circostanti è eccezionale ma ho sempre detestato la stretta strada che conduce al Rifugio Colonno, soprattutto nel tratto da Pigra. La carrozzabile (di origine militare) è molto stretta e percorrerla in auto si trasforma in un incubo nel caso si incroci una veicolo in senso contrario. Proprio sulla base di questa considerazione, mi ero da tempo proposto di raggiungere il Rifugio Venini in bicicletta ed è proprio quello che ho fatto domenica 27 febbraio.

Comodamente parcheggiata la fedele Fiat 500 a San Fedele d’Intelvi, ho scaricato la mia Atala a pedalata assistita dal portabiciclette che mi accompagna sempre in queste escursioni. Erano circa le nove del mattino quando ho imboccato, con gagliarde pedalate, la strada che porta a Pigra. Devo ammettere che in aiuto non mi ero mai accorto di quanto il percorso fosse panoramico già da San Fedele. L’inverno particolarmente asciutto non sta favorendo l’arrivo della primavera ma l’ambiente, benché inaridito, era indiscutibilmente bello anche grazie ad un cielo dal blu intenso.

Arrivato a Pigra, ho fatto un breve giro nel paese. Ho così scoperto un borgo molto bello, con case curate ed arricchite da una simpatica iniziativa comunale che farà certamente felici tutti i gattofili: molti muri sono stati impreziositi da gigantografie di mici nelle posture ed espressioni più originali. Immagino siano immortalati i felini che abitano il borgo ed il risultato mi ha meravigliato in senso molto positivo.

Da Pigra ho imboccato la ex strada militare che sale al Rifugio Colonno. Si tratta certamente del tratto più stretto del percorso che conduce in Val d’Intelvi ma, grazie alla bicicletta, ho potuto finalmente apprezzare questa lunga via che serpeggia nel bosco.

Una strada bianca conduce dal Rifugio Colonno al Rifugio Venini. Si tratta di circa otto chilometri nel cuore della Val d’Intelvi da cui si gode un bel panorama che spazia dal Monte Rosa al Grigna. La favolosa giornata non poteva che aumentare la magnificenza della vista, soprattutto arrivato al Rifugio Venini da dove si può ammirare tutto il Lago di Como e, dalla cima del Monte Galbiga, il Lago di Lugano.

Il Rifugio Venini era affollato di gente desiderosa di godere della bella giornata di sole dalla terrazza dello stesso. Per fortuna, ho trovato libero un tavolino perfetto per un viandante solitario come me ed ho potuto pranzare concedendomi anche una bella birra ristoratrice.

Verso le due e mezza del pomeriggio, ho inforcato la bici e mi sono goduto la lunga e divertente discesa fino a  San Fedele d’Intelvi dove mi attendeva la mia fedele Fiat 500. Ho cosi concluso una bella gita sulle due ruote per un totale di circa 40 chilometri su 1.400 metri di dislivello.

English Language

One of my favorite destinations for a pleasant hike is the Val d’Intelvi, which stretches between the mountains that separate Lake Como from Lake Lugano. From San Fedele d’Intelvi there is a road which, after passing the village of Pigra, leads to the Colonno Refuge where the Val d’Intelvi begins. Once parked your car here, you can walk along a road that climbs gently to the Boffalora Refuge and then to the Venini Refuge at an altitude of 1,560 metres. This is what I have generally done on the three occasions I have visited the valley with Venini Refuge as destination and where, in 2018, I stayed one night. The views from Val d’Intelvi and from the top of the surrounding mountains are exceptional, but I have always hated the narrow road leading to Rifugio Colonno, especially the stretch from Pigra. The carriageway (of military origin) is very narrow and driving along it turns into a nightmare if you cross a vehicle in the opposite direction. On the basis of this consideration, I had long proposed to reach Rifugio Venini by bike and that’s exactly what I did on Sunday 28 February.

Conveniently parked my Fiat 500 in San Fedele d’Intelvi, I unloaded my pedal-assisted Atala from the bike rack that always accompanies me on these excursions. It was about nine o’clock in the morning when I took the road to Pigra, pedalling hard. I must admit that I had never realised how scenic the route was from San Fedele onwards. The particularly dry winter is not favouring the arrival of spring, but the environment was undeniably beautiful thanks also to a deep blue sky.

When I arrived in Pigra, I took a short tour of the village. I discovered a very nice place, with well-kept houses enriched by a nice municipal initiative that will certainly make all cat lovers happy: many walls have been embellished with giant pictures of cats in the most original poses and expressions. I imagine that are immortalized the felines that live in the village and the result surprised me in a very positive way.

From Pigra I took the former military road that climbs to the Colonno Refuge. This is certainly the narrowest section of the route leading to Val d’Intelvi but, thanks to my bicycle, I was finally able to appreciate this long road winding through the woods.

A white road leads from Rifugio Colonno to Rifugio Venini. It is about eight kilometres into the heart of the Val d’Intelvi from where you can enjoy a beautiful panorama ranging from Monte Rosa to the Grigna. The fabulous day could not but increase the magnificence of the view, especially when you arrive at Rifugio Venini from where you can admire the whole of Lake Como and, from the top of Monte Galbiga, Lake Lugano.

The Rifugio Venini was crowded with people eager to enjoy the beautiful sunny day from its terrace. Luckily, I found a free table, perfect for a solitary traveller like me, and I was able to have lunch while enjoying a nice refreshing beer.

Around half past two in the afternoon, I enjoyed by bike the long and funny descent to San Fedele d’Intelvi where my Fiat 500 was waiting for me. This was the end of a beautiful trip on two wheels for a total of about 40 kilometres over 1,400 metres in height difference.