30 Carpa Koi

Benché quello in oggetto sia un blog che vuole raccontare passioni ed esperienze puramente personali, evito con cura di scadere in argomenti strettamente privati. Le ragioni sono facilmente intuibili e, fra esse, non si sottrae il comprensibile disinteresse del lettore per quanto direttamente concerne la mia persona. Ciò premesso, non sorprenderà sapere che queste pagine virtuali sono rimaste estranee a tutto quanto inerente l’acquisto di un appartamento avvenuto più di un anno fa. Perché, dunque, parlarne ora? Perché sul muro a sinistra dell’ingresso mi sono cimentato nella realizzazione di una decorazione di cui vado molto orgoglioso.

Ci misi quasi un anno a decidere che soggetto realizzare poi, all’improvviso, l’illuminazione: una carpa Koi. Questa scelta risponde perfettamente ad una serie di fattori a me molto cari. Prima di tutto l’originalità del soggetto nonché i colori dello stesso, in grado di amalgamarsi molto bene al resto dell’ambiente. Optando, infatti, per una carpa dalla livrea classica di colore bianco con macchie nere e rosse avrei ottenuto non pochi vantaggi. Il bianco avrebbe evitato di creare un’immagine scura in un corridoio che, seppur breve, è sempre un punto delicato in fatto di luminosità. Il rosso avrebbe meravigliosamente richiamato il frigorifero Smeg dello stesso colore ed anch’esso visibile dall’ingresso. Non solo, la carpa Koi fa parte della più classica iconografia nipponica. Avrebbe, quindi, rappresentato la mia passione per il Giappone.

Se tutto ciò non bastasse, si aggiungono i positivi significati che l’antica tradizione nipponica associa alla carpa Koi. Essa è, in generale, portatrice di buona sorta ed armonia. Più nello specifico rappresenta coraggio e perseveranza. La carpa è sempre in movimento ed è considerata uno dei pesci più energici in quanto capace di nuotare controcorrente. Ciò viene interpretato sia come una rappresentazione di anticonformismo, sia di forza e coraggio per superare le avversità. Con tali premesse, nessun ripensamento era possibile. Un’immagine di carpa Koi nella postura ideale per essere riprodotta sul muro di casa si è rapidamente formata nella mia mente, pronta per essere realizzata nel concreto.

Disegnare la mia capa Koi è stato come fare un salto nel tempo. Mi è sembrato di tornare alle scuole medie, dovendo applicare le tecniche basilari di disegno apprese a quel tempo. Poiché qualunque forma è scomponibile in cerchi, per prima cosa ho tracciato i tre cerchi a base della figura della carpa. Essenziali per garantire la giusta proporzione delle singole parti della figura, è bastato unire gli stessi perché la carpa nascesse come d’incanto sul muro bianco.

Step successivo è stata la colorazione ad aerografo, strumento che adoro e che mi diverto sempre molto ad usare. Nello specifico, ho prima di tutto provveduto alle ombre ed alle pinne, dipinte per lo più a mano libera o con semplici mascherine di carta per evitare di uscire dai bordi della figura. Il risultato è stato subito entusiasmante. Soprattutto le ombre hanno creato un effetto di sospensione della carpa rispetto al muro.

Il disegno è poi stato finalizzato a carboncino usando il nero e soprattutto marrone scuro e chiaro così da delineare contorni definiti ma non monocromatici. Ho deciso di usare il carboncino per mantenere l’effetto del disegno puro.

Le macchie di colore sono state anch’esse dipinte ad aerografo. La tecnica utilizzata è stata inevitabilmente più complessa con veli soprapposti di colore per enfatizzare la tridimensionalità della carpa e delle sue forme. I bordi delle singole macchie sono stati delineati utilizzando del Patafix, semplicissimo da usare e utile per creare,esattamente come nella realtà, linee precise ma non nette.

Ritracciati i contorni della figura coi gessetti e dipinti alcuni dettagli come gli occhi, la mia carpa Koi si è mostrata in tutta la sua bellezza.

Ulteriore elemento che ho voluto aggiungere è l’ideogramma giapponese “Wa”, tracciato con alcuni colpi di pennello a ricordo della bellissima mostra “Shodo, l’Incanto Del Segno” visitata al Mao di Torino ormai tre anni fa. Ho scelto questo ideogramma perché fra i più antichi del Giappone. Esso vuole rappresentare una spiga di riso ed una bocca come a suggello dello stretto legame fra il popolo nipponico e tale cereale. Nella lingua moderna, l’ideogramma rappresenta l’aggettivo “giapponese” ed è simbolo di armonia e serenità.

Data e firma sono stati il doveroso suggello finale.

39 Carpa Koi

Steso un coprente opaco a bomboletta, ho ottenuto il doppio vantaggio di proteggere il disegno e concludere ufficialmente i lavori.

40 Carpa Koi

Confesso che mi è impossibile essere oggettivo su questa mia opera. La trovo splendidamente eseguita, perfettamente amalgamata al contesto dell’appartamento e di straordinaria originalità. Mi rendo conto essere poco corretto che l’autore usi tali superlativi ma mi è impossibile contenere l’emozione che provo ogni volta che, entrando in casa, ammiro la mia carpa Koi. Essa sembra davvero nuotare sul muro, con colpi di coda energici ma precisi. A volte la paragono ad un ologramma ma penso sarebbe riduttivo considerando la manualità con cui è stata realizzata.

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