FORT VELDHUIS MUSEUM, AICRAFT RECOVERY GROUP 1940/45 – AGOSTO 2016

001 Fort Veldhuis Museum

Per nostra buona sorte, la vita riserva colpi di fortuna tanto inaspettati quanto graditi. Questa positiva espressione nasce spontaneamente in me ogni volta che ripenso alla visita che, in modo del tutto fortuito, ho avuto il piacere di fare a Fort Veldhuis. Senza ripete quanto raccontato in un articolo interamente dedicato alle mie vacanze in Olanda nell’estate 2016, basti qui dire che, girovagando per i Paesi Bassi, sono capitato in quello che è uno dei musei dedicati alla Seconda Guerra Mondiale che più mi hanno emozionato ed entusiasmato. Tenuto conto che il museo non è aperto al pubblico tutti i giorni ma solo alcune domeniche speciali, mi ritengo molto fortunato ad essere stato di passaggio proprio durante una di esse.

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« Ligne de Front » Hors-série n°29 – La 5. Panzer-Armee, la meilleure ennemie des Alliés

Ligne de Front Hors-série n°29

Più o meno casualmente, mi sono trovato a leggere questo numero speciale della rivista “Ligne de Front” giusto dopo la discreta delusione rappresentata dal volume sui reggimenti corazzati delle Waffen-SS recensito precedentemente. Nonostante l’argomento profondamente diverso, i due volumi in questione hanno molto in comune fra loro. Entrambi hanno come scopo l’esposizione di un tema molto vasto e, conseguentemente, di non facile sunto in un centinaio pagine. La tecnica espositiva dei due autori è, però, agli antipodi. Se nel primo caso ci si limitava per lo più ad un didascalico elenco di eventi, il libro in oggetto è, a mio personale parere, scritto molto meglio. L’autore, infatti, riesce a mantenere viva l’attenzione del lettore grazie al fatto che la generale narrazione dei fatti viene alternata ad interessanti valutazioni di tipo strategico. Così facendo, la storia della 5. Panzer-Armee (in pratica la principale formazione della Panzerwaffe che si oppose agli Alleati occidentali in Africa Settentrionale, Normandia fino al cuore del Reich) diventa il pretesto con cui al lettore è concesso il privilegio di ottenere una visione complessiva del fronte occidentale, delle sue caratteristiche e delle conseguenze che la gestione dello stesso ebbe sull’andamento della guerra. Il testo risulta, quindi, godibile ed interessante. Resta in ogni caso inteso che anche questo volume, a causa degli stessi scopi che si prefigge, offre una visione troppo generale sugli eventi degli ultimi tre anni di guerra per potersi permettere il lusso di scendere fra le pietre della Tunisia, il bocage normanno o le industrie rase al suolo della Ruhr e raccontare i fatti e le esperienze dirette dei soldati coinvolti nei combattimenti. Se, quindi, siete come me interessati ad un aspetto più umano della Seconda Guerra Mondiale, vi consiglio di dedicarvi ad altri testi editi da Caraktère Sarl.

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JEEP WILLYS A LEGNANO – GIUGNO 2017

12 Jeep Willys a Legnano giugno 2017 Sono circa due settimane che si susseguono giornate torride in questa estate 2017 che sembra essere arrivata con almeno due mesi di anticipo. Nonostante tutta la buona volontà che ci si può mettere, affrontare gite in bici di una giornata intera è particolarmente difficile soprattutto intorno a mezzogiorno. Per non rinunciare del tutto ad inforcare la bicicletta, un giro limitato a pochi chilometri risulta essere perfetto per sfruttare le prime e più fresche ore della mattina. Applicando questa saggia massima, domenica 18 giugno ho fatto un breve giro con l’amico Stefano e compagnia lungo la ciclabile che porta da Castellanza a Castiglione Olona. Tornando a casa verso le undici e mezza, sono passato a fianco del Castello di Legnano dove mi attendeva l’inaspettata sorpresa di trovare l’antistante piazzale occupato da un raduno di mezzi d’epoca.

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MAUS V2 – 1/35 TAKOM model kit, code2050

01 Maus V2 Takom

La Seconda Guerra Mondiale vide uno straordinario sviluppo degli armamenti nonché del progresso tecnologico correlato. Nel lasso di soli cinque anni, si passò, ad esempio, da carri armati pesanti tre o quattro tonnellate a colossi da settanta tonnellate e più. Il primato in questa evoluzione darwiniana dei mezzi corazzati spetta alla Germania che, nell’ultimo anno di guerra, allineò il Panzerkampfwagen VI Ausf. B “Tiger II” di circa 70 tonnellate e lo Jagdpanzer VI “Jagdtiger” da 77 tonnellate. Il record assoluto spetta, però, ad un altro carro armato tedesco: il Panzerkampfwagen VIII “Maus” da 188 tonnellate proposto da questo bel kit della ditta Takom di Hong Kong.

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RETURN OF NADIA – TV SERIES SKETCH BOOK

01 Return of Nadia

Questo blog porta ormai sulle proprie spalle tre anni di onorabile carriera. Chi ha avuto la pazienza ed il coraggio di seguirmi fin qui, non si sorprenderà se, anche in questa occasione, proclamo la mia assoluta passione per la serie animata “The Secret of Blue Water” (Fushigi no Umi no Nadia) che, realizzata nel 1990, vide impegnato quello stesso studio Gainax che, successivamente, avrebbe dato vita a “Neon Genesis Evagelion”.

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Panzerkampfwagen IV Ausf. G – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

33 Panzer IV Munster ITALIAN LANGUAGE

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’industria bellica tedesca produsse una grande varietà di veicoli. Ben lungi da una standardizzazione assennata della produzione, questa varietà di modelli creò tali difficoltà logistiche e di approvvigionamento da contribuire alla disfatta finale del III Reich. Ciononostante spetta al Panzerkampfwagen IV tedesco il primato del carro armato più longevo. Esso, infatti, attraversò i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale dal primo all’ultimo giorno del conflitto. Un record a cui si avvicinò solo un suo compagno d’arme, lo Sturmgeschütz III che iniziò la sua lunga carriera militare con l’invasione della Francia nel 1940.

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Panzerkampfwagen VI Ausf.E “TIGER I” – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

01 Tiger I Munster Museum

ITALIAN LANGUAGE

Nell’articolo dedicato al Tiger II del Deutsches Panzermuseum di Munster, ho già avuto modo di raccontare come i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale videro i cosiddetti “carri da sfondamento” svilupparsi, evolvere ed iniziare il proprio declino. Nei primi anni del conflitto, la Blitzkrieg, con le sue teorie legate al movimento ed alla stretta interazione fra tutte le branche dell’esercito, determinò la disfatta degli eserciti francesi ed inglesi ancora forgiati sulla guerra di posizione del conflitto precedente. Ciononostante i carri inglesi e francesi sviluppati fra le due guerre per essere “carri da sfondamento”, quali il Matilda II inglese e B1 Bis francese, furono sempre motivo di grandi problemi per i Panzer tedeschi incapaci di reggere i colpi di tali avversari ed armati con cannoni troppo leggeri per perforarne le corazze. Tale realtà divenne ancor più drammatica a seguito dell’invasione della Russia ed il conseguente confronto con i KV-1 e KV-2 che rispondevano agli stessi principi dei veicoli inglesi e francesi sopra citati. Tutto ciò comportò l’avvio di una frenetica corsa agli armamenti che diede vita ai Tiger, la famiglia di carri armati tedeschi più famosa e massima incarnazione del concetto di “carro da sfondamento”.

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7.5 cm. Pak 40 auf Raupenschlepper Ost – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

01 RSO Pak-40 Munster Panzer Museum

ITALIAN LANGUAGE

Nel momento in cui, sull’onda di quella “guerra preventiva” diventata tanto di moda ai giorni nostri, la Germania nazista decise nel 1941 di invadere la Russia sovietica, l’esercito tedesco si ritrovò a dover risolvere problemi titanici a cui non era assolutamente preparato. Fin da subito ebbero importanza preminente le problematiche logistiche e le difficoltà inerenti l’approvvigionamento delle unità al fronte. Compito tutt’altro che facile in un territorio privo di strade e soggetto a eventi climatici proibitivi come la neve e la Rasputitsa (il denso fango russo capace di immobilizzare qualunque veicolo ruotato). A seguito di tali necessità, l’industria bellica tedesca profuse ogni sforzo possibile nel tentativo di fornire veicoli che fossero in grado di trasportare materiali e trainare artiglierie nel corso di qualunque stagione che martoriasse il territorio russo. Come in molti altri casi, fu solo nel 1944 che questi nuovi materiali raggiunsero il fronte in numero significativo; fra essi è da annoverare il Raupenschlepper Ost o RSO.

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“SILENT MOBIUS QD” Vol. 3 di KiaAsamiya

01 Silent Mobius QD Vol 3

Venuto in possesso anche del terzo volumetto di “Silent Mobius QD”, devo necessariamente ridimensionare l’entusiasmo che inizialmente avevo espresso per questo proseguo del manga cultSilent Mobius” del 1989. Le perplessità palesate nello sfogliare i precedenti due volumi, diventano ora veri e propri difetti che, ormai, ho seri dubbi il manga saprà correggere in futuro. “SilentMobius QD” resta un buon prodotto ma ciò non basta a nascondere l’evidente pochezza dello stesso. Ovviamente non mi riferisco alla storia narrata in quanto la lingua giapponese resta per me un universo totalmente sconosciuto; faccio, invece, riferimento alla povertà grafica di un fumetto che, considerati i precedenti, dovrebbe essere di primo livello. Sfogliando le pagine di questo terzo volume di “Silent Mobius QD” è ormai evidente che il suo autore, Kia Asamiya, e lo studio che lo coadiuva abbiano uno scarsissimo interesse per la riuscita qualitativa di questo fumetto. Mi sono sinceramente convinto che loro per primi non credano alla validità del progetto stesso con gravi conseguenze sul manga.

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“MOBILE SUIT GUNDAM THUNDERBOLT – DECEMBER SKY” di Kou Matsuo

Locandina Gundam Thunderbolt 01La serie Mobile Suit Gundam del 1979 è notoriamente una pietra miliare dell’animazione nipponica ed ha avuto ruolo fondamentale nel plasmare l’immaginario collettivo legato ai cartoni animati giapponesi, nonché a fidelizzare schiere di appassionati di tutto il mondo. Questo è tanto vero da aver reso il mobile suit bianco una sorta di eroe nazionale giapponese in grado di generare un volume d’affari colossale. Tutto ciò ha, ovviamente, un rovescio della medaglia: lo sfruttamento commerciale del brand ha generato una pletora infinita di opere che non hanno nulla a che fare con la serie originale e lo spirito che la contraddistingueva. Non intendo entrare in classifiche sulle quali il mio giudizio sarebbe del tutto opinabile ma, per quanto mi riguarda, “Mobile Suit Gundam” è (e resta) la sola serie originale ambientata nel U.C. 0079 (Universal Century) a cui si aggiunge nulla più che quanto oggetto di Gundam Origin(come prequel) e di tutto quanto avvenuto non oltre il U.C. 0083 (come sequel).

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