Biciclettata Paderno d’Adda/Milano Porta Garibaldi – ottobre 2017

21 ciclabile Paderno d'Adda Martesana Milano

In questi ultimi anni ho avuto occasione di percorrere molti tracciati ciclistici che attraversano o circondano Milano in una rete di piste ciclabili che, sebbene non perfetta, era inimmaginabile solo poco tempo fa. Expo 2015 ha certamente dato un impulso notevole alla realizzazione di nuove piste ciclabili ed al rifacimento di quelle già esistenti ma è chiaro che tutto questo non sarebbe stato possibile se alla base non ci fosse la riscoperta della bicicletta come strumento di spostamento, svago e turismo da parte di una massa crescente di persone. In attesa di colmare il divario con i paesi nordici, non resta che usufruire il più possibile di quanto a disposizione soprattutto se ciò permette di godere di ciclabili dai panorami sorprendenti, costellate da importanti testimonianze storiche. È questo il caso del percorso che, seguendo l’argine del fiume Adda, raggiunge il centro di Milano deviando lungo la Martesana.

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Lucky Chloe – 1/7 Resin Kit

11 Lucky Chloe

Che io non sia un videogiocatore penso sia cosa ormai appurata da tempo. Non si tratta di un rifiuto legato ad un mio giudizio negativo sul mondo videoludico in sé ma una scelta dovuta al fatto che non mi piace investire ore del mio poco tempo libero in qualcosa che non mi conceda la soddisfazione di aver creato o vissuto qualcosa di reale. Consapevole di perdermi non di rado prodotti di altissima qualità spesso superiori ai moderni film hollywoodiani, persevero in questo mia personale inclinazione preferendo dedicarmi ad altro. Tutto ciò premesso, la mai passione per il modellismo e le miniature che ricadono nella generica definizione di Jap Figure mi fanno non di rado addentare nel variegato universo dei videogiochi. Del tutto inconsapevolmente, sembro essere particolarmente attratto dalla serie Tekken poiché, pur non sapendo nulla di questa saga videoludica e dei relativi protagonisti, ho già avuto occasione di acquistare le figure di alcuni personaggi il cui aspetto e caratteristiche mi hanno colpito ed attratto.

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Val d’Intelvi, Como – ottobre 2017

01 Val d'Intelvi

Dopo un’estate torrida interrotta da qualche giornata di pioggia ad inizio settembre, anche l’autunno 2017 è stato condizionato da giornate calde e soleggiate fino a tutto ottobre. La contropartita per la piacevolezza di un autunno mite è indubbiamente stata una siccità che ha causato seri problemi all’agricoltura come a tutto l’ecosistema di zone piovose come quelle del Nord Italia. Ci vorrà probabilmente molto tempo per recuperare le riserve idriche andate perse ma, complice il bel tempo e l’accorciarsi delle giornate, gran parte dell’ultimo mese è stato caratterizzato da una serie di spettacolari tramonti. Nel tentativo di approfittare di queste condizioni favorevoli destinate a non durare all’infinito e di visitare una zona a me sconosciuta, sabato 14 ottobre ho deciso di balzare sulla mia spettacolare Fiat 500 e di recarmi in Val d’Intelvi.

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Wehrmacht Tank Crew Set– 1/35 Tamiya plastic model kit

01 Wehrmacht Tank Crew Set

La società nipponica Tamiya è stata fra le prime a proporre sul mercato internazionale modelli in plastica da montare. Negli anni ’70 essi erano a metà strada con un giocattolo in quanto motorizzabili, successivamente i kit Tamiya si sono evoluti diventando per molti decenni il pilastro portante del mercato del modellismo statico in regime di quasi monopolio. Oggi la situazione è profondamente cambiata ma i kit Tamiya restano per molti modellisti il connubio perfetto fra realismo e facilità costruttiva. Il rovescio della medaglia di questa rinomanza atavica di cui gode Tamiya è che la società non si sforza particolarmente nel conservare la propria fama. Nonostante il mercato modellistico sia profondamente cambiato nel corso degli ultimi due decenni, Tamiya continua a proporre al massimo un paio di novità all’anno fra cui non sono quasi mai annoverati figurini. È, quindi, facilmente comprensibile la sorpresa suscitata dalla commercializzazione di questo set di carristi della Wehrmacht che, oltre tutto, permette di tornare ad ammirare una box art realizzata dal talentuoso Masami Onishi.

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Soviet Villagers – 1/35 Miniart plastic model kit

01 Soviet Villagers

Miniart è una società giunta nel mercato del modellismo statico da relativamente poco tempo. Personalmente non sono in grado di giudicare la qualità dei kit di veicoli in quanto non ne ho mai comprato uno ma ho subito apprezzato l’originalità di molti suoi set di figurini in scala 1/35. In un settore totalmente abbandonato da Dragon e raramente oggetto di novità da parte di Tamiya (purtroppo ancora fossilizzata a posture dal gusto vintage), un modellista come me è spesso costretto a rivolgersi ai produttori di costosi figurini in resina come Alpine Miniatures per trovare un poco di originalità. A metà strada fra questi estremi si colloca Miniart che, con straordinaria saggezza, non teme di proporre sul mercato figurini spesso molto originali sia per soggetti rappresentati che per posture. Ottimo esempio che conferma tutto ciò è questo set dedicato ad un gruppo di contadini russi. Spesso dimenticati a vantaggio di soggetti militari più affascinanti, i civili sono purtroppo stati i più colpiti dalle innumerevoli tragedie che ha portato con sé la Seconda Guerra Mondiale e non fa eccezione la popolazione russa delle zone rurali. Questo kit ha, quindi, il vantaggio di arricchire qualunque diorama ambientato in Unione Sovietica con personaggi originali, inaspettati e storicamente accurati. Ulteriore pregio da rilevare è certamente l’inclusione di donne e bambini che sapranno accrescere il coinvolgimento emotivo della scenetta rappresentata.

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“Aéro-journal” n°59 – Juin/Juliet 2017

Aéro-journal n°59

Come per il passato n° 51, non ho potuto fare a meno di acquistare anche questa nuova uscita della rivista bimestrale Aéro-journal. La ragione è subito ascrivibile alla mia passione per uno degli aspetti più peculiari della Seconda Guerra Mondiale: i duelli aerei notturni. Si tratta di una tipologia di combattimento che, come in altri non rari casi, ha conosciuto nascita e massima espansione durante il secondo conflitto mondiale per poi sostanzialmente scomparire con la fine dello stesso. Nel dopoguerra, infatti, lo sviluppo tecnologico e la parallela spinta alla standardizzazione rese del tutto inutili gli aerei specializzati in missioni notturne poiché, la nuova elettronica, permise ai velivoli convenzionali di operare anche di notte. Ne consegue che gli aerei equipaggiati con una speciale strumentazione finalizzata al volo notturno, rappresentarono una peculiarità della sola Seconda Guerra Mondiale. Tale nicchia, con tutte le sue originalità tecniche ed i suoi drammi bellici, è sempre stata al centro del mio interesse perciò ho subito apprezzato questo numero della rivista francese incentrato sui primi raid del Bomber Command inglese e, soprattutto, sull’He-219 tedesco.

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Hobby Model Expo 2017 &40° Mostra/Concorso IPMS Italy – Parco Fieristico di Novegro

02 Hobby Model Expo 2017

Come ho già avuto modo di raccontare nel reportage ormai datato 2014, ho un rapporto discretamente conflittuale con la fiera di modellismo Hobby Model Expo che, nel parco fieristico di Novegro, si tiene ogni anno alla fine di settembre. Emblematico è il fatto che siano passati tre anni dalla mia ultima visita. Senza scadere in giudizi troppo soggettivi, ritengo che la fiera in questione sia vieppiù peggiorata. La ragione principale sta nell’aver esteso l’evento a settori che non hanno nulla a che vedere con il modellismo vero e proprio. La presenza di numerosi stand dedicati a radiocomandi, droni, giocattoli e Lego avrà potenzialmente aumentato il target di pubblico ma ha relegato il modellismo vero e proprio ad un ruolo quasi marginale. La fiera ha così perso la sua ragione principale di esistere e non deve stupire se molti appassionati si sono disaffezionati all’evento.

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116. Panzer Division “Windhund” Officer – 1/16 Alpine Miniatures resin bust

01 116 Pz Division Officer bust Alpine

Che cosa rende assolutamente irresistibile l’acquisto di un bene totalmente inutile? Che cosa genera quell’incontenibile desiderio tipico del possesso fine a sé stesso e dell’accumulo compulsivo? Immagino esistano tomi infiniti sull’argomento così come una fiorente quanto inutile psicologia spicciola dilagante sul web. Personalmente non sono in grado di dare alcuna risposta a tali quesiti amletici. In quanto vittima consenziente di queste pulsioni primordiali, posso solo aggiungere l’incapacità assoluta di porvi freno nel momento in cui sullo stesso, inutile bene si sommano due distinte ma convergenti manie. È proprio questo il caso del figurino in oggetto che, inaspettatamente trovato al Hobby Model Expo 2017, accomuna la mia passione per la qualità dei prodotti Alpine Miniatures alla febbre da cavallo per i busti sorta in me da quando ho realizzato Abdel Rashid.

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“Into the Sky” – Haruhiko Mikimoto Artworks

01 Into the Sky - Haruiko Mikimoto Artwotks

Haruhiko Mikimoto è uno dei miei artisti giapponesi preferiti. L’opera che maggiormente ha contraddistinto la sua carriera è la serie animata “Macross” (Chōjikū Yōsai Makurosu) datata 1982 a cui si correla il film cinematografico del 1984 “ChōJikū Yōsai Makurosu: Ai OboeteImasu ka (in Italiano: “Fortezza Superdimensionale Macross- Ti ricordi l’Amore?”) dei quali curò il character design. Come spesso avviene, la fama raggiunta a livello mondiale dalla saga fantascientifica in oggetto ha anche condizionato l’evoluzione creativa del maestro Mikimoto. Come un grande attore diventa inscindibile dal personaggio interpretato, così l’immaginario collettivo lega Haruhiko Mikimoto alla saga di “Macross”. Tutto ciò ha portato l’artista nipponico a cimentarsi più volte con opere legate alla serie che gli diede successo. Mi par giusto ricordare il dimenticabile “Macross II” e due suoi manga “Macross 7 Trash” e, soprattutto, il da me tanto amato “Macross the First” ancora in corso di pubblicazione. Ciononostante, Haruhiko Mikimoto ha prestato il proprio lavoro a molti altri soggetti fra cui “Mobile Suit Gundam”, un’altra pietra miliare dell’animazione nipponica. Sono proprio le tavole consacrate a questa saga ed essere raccolte nel libro “Into the Sky”.

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“BABY DRIVER” di Edgard Wrigth

Baby Driver locandina

Penso sia capitato a tutti di sentirsi stranamente ma irresistibilmente attratti da un film. Personalmente questo strano fenomeno mi succede sempre più raramente. Difficile dire se ciò sia dovuto al calo delle mie capacità para-cinefile o al baratro qualitativo in cui è caduto il cinema americano negli ultimi anni. In ogni caso, questa fulminante attrazione è comparabile ad un’esperienza mistica di memoria fantozziana perché è sovente accompagnata dalla mia assoluta ignoranza sulla trama e su tutti (o quasi) i nomi riportati nella locandina. Ho rivissuto tutto ciò proprio con il film in oggetto che sono andato a vedere poco prima del ritiro dalle sale. Mi si potrà opporre che la presenza di due attori del calibro di Kevin Spacey e Jamie Foxx rappresentano un polo attrattivo sufficiente a giustificare qualunque supposta capacità intuitiva ma, a mia discolpa, vorrei ricordare che le performance dei grandi attori sono sempre dipendenti dalle capacità del regista. Sono le doti di quest’ultimo a permettere all’attore di esprimersi pienamente o a destinarlo al totale oblio. Ordunque, chi è questo Edgard Wright? Chi è questo regista che ha potuto e voluto realizzare un film il cui plot narrativo, oltre ad essere ben poco originale, impone il confronto con prestigiosi precursori? Ebbene, nella mia più assoluta sorpresa, Edgard Wright è il regista dell’intera “Trilogia Del Cornetto”!

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