19 Odaiba 2017

Sono consapevole di quanto sia ingiustificabile il fatto che scriva solo ora di un viaggio in Giappone datato 2017. Lo ripeto ogni volta che torno sull’argomento con articoli come quelli dedicati al Setsubun ed a Nikko. Mi ritrovo a farlo anche ora per rimorsi di coscienza ormai ripetitivi ma necessari in quanto tendo per natura al martirio. Superato questo dovere, passo all’argomento principe di questo mio piccolo reportage: l’isola artificiale di Odaiba collocata nel cuore della baia di Tokyo.

Ad Odaiba ho già dedicato un lungo articolo scritto nel 2015 quando visitai l’isola per la prima volta, principalmente attratto dall’RX-78 “Gundam” che si ergeva all’ingresso del DiverCity Tokyo Plaza. È in quell’articolo che ebbi il piacere di dilungarmi sulle origini dell’isola e sulle sue attrattive (prototipo della Statua della Libertà compresa). Dopo tanto impegno divulgativo, perché, dunque, parlarne ancora? Le ragioni sono semplici: se nel 2015 raggiunsi Odaiba via battello percorrendo il fiume Sumida in una bella giornata di sole, nel 2017 mi recai negli stessi luoghi di notte a bordo di un treno della linea Yurikamome. Basta tanto poco a giustificare un secondo articolo dedicato alla stessa meta? Assolutamente sì. Presi la metropolitana Yurikamome per semplice comodità di spostamento e fu un’incredibile sorpresa scoprire trattarsi di una linea sopraelevata interamente automatizzata. Il panorama che mi si offrì fu sbalorditivo. Subito posizionatomi sul vagone panoramico di testa, mi godei il panorama di Tokyo illuminata dalle mille luci di una fredda e limpida notte invernale. Giunti in prossimità della baia, il Rainbow Bridge si offrii in tutta la sua splendente magnificenza e, superatolo, arrivai all’isola di Odaiba stordito dalla meraviglia.

Il panorama che mi si offrii da questa nuova posizione non fu da meno. Davanti ai miei occhi si estendeva tutta la baia di Tokyo in cui si riflettevano le migliaia di luci di questa incredibile megalopoli. Non posso far altro che mostrare le foto scattate in quell’occasione che, però, non sono assolutamente capaci di dare un’idea del caleidoscopio di colori, luci ed emozioni offerte da quella vista mozza fiato.

Ovviamente non ho potuto esimermi dal tornare ad ammirare il “Gundam a grandezza naturale che, collocato proprio sull’isola di Odaiba, svettava in tutta la sua magnificenza. L’effetto visivo offerto di notte era assolutamente affascinante grazie alle luci incorporate nella sua struttura nonché a quelle che lo illuminavano tutt’intorno. Col favore della notte, il “Gundam” sembrava concretizzare al meglio i sogni di tutti gli appassionati dell’omonima, mitica serie dell’ormai lontano 1979.  Parlo al passato perché, circa un anno fa, la statua è stata smontata e sostituita con quella di un “Gundam Unicorn” che, immagino, sia altrettanto notevole ma è inevitabilmente priva del fascino originario offerto dal modello RX-78, protagonista del cartone visto da piccolo.

Anche questa volta, rapito dal panorama e dall’RX-78 “Gundam”, non ho fatto in tempo ad entrare nel DiverCity Tokyo Plaza o a visitare le altre attrattive di Odaiba (ruota panoramica compresa). Riuscirò forse a farlo in occasione di un altro viaggio?

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