Jagdpanzer IV 7.5 cm. L/48 – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

14 Munster Jagdpanzer IV

ITALIAN LANGUAGE

Nel delineare una breve storia dello sviluppo dello Stug.III nell’articolo sull’esemplare custodito nel museo di Munster, ho avuto già modo di raccontare come la situazione bellica sul fronte russo impose all’esercito tedesco di convertire in funzione anticarro veicoli originariamente non concepiti per tale ruolo. Questo potenziamento degli armamenti coinvolse anche scafi di veicoli obsoleti e superati di cui si imponeva il mantenimento in servizio a pena una riduzione insostenibile dei Panzer disponibili al fronte. Questa situazione di urgenza non impedì ai vertici militari del III Reich di comprendere l’importanza di fornire alle Panzer Division veicoli performanti non solo dal punto di vista della mobilità ma anche della capacità di resistere ai colpi avversari grazie ai nuovi principi delle piastre inclinate. I T-34 russi, infatti, rivoluzionarono il settore dimostrando come le corazze inclinate favorissero il rimbalzo dei proiettili anticarro ed offrissero, rispetto a quelle verticali, un maggiore spessore da perforare. In breve tempo il design dei veicoli corazzati progettati nei primi anni di guerra divenne obsoleto ed una nuova generazione di Panzer raggiunse i campi di battaglia. Divenuto la spina dorsale di una Wehrmacht sempre più carente di carri armati, anche lo Stug.III fu oggetto di un progetto di ammodernamento data l’evidente necessità di aggiornarne lo scafo di origine prebellica. La bizzarria di ciò sta nel fatto che il risultato del rinnovamento dello Stug.III fu ufficialmente considerato come un carro completamente diverso.

Lo Jagdpanzer IV L/48 oggetto di questo articolo nacque, infatti, come Stug. Neu Art, in altre parole come cannone d’assalto dal design rinnovato. Ai più questa verità potrebbe non dire molto, in realtà i veicoli, il personale e gran parte dei reparti (Stug. Abteilung) equipaggiati con Sturmgeschütz (cannoni d’assalto) ricadevano sotto la competenza della SturmArtillerie, una branca dell’Artiglieria. L’aumento dell’influenza di quest’ultima in seno all’esercito proprio a causa della crescita esponenziale del numero di Stug. e di reparti equipaggiati con tale veicolo era mal vista da parte della Panzerwaffe che avvertiva tutto ciò come una minaccia al proprio primato. Si generò così una lotta intestina in cui prevalse la Panzerwaffe grazie all’intervento dello stesso Heinz Guderian (patron di quest’ultima ed ideatore della Blitzkrieg). A seguito di tutto ciò, lo Stug. Neu Art cambiò nome in Jagdpanzer e, in quanto cacciacarri, passò sotto la competenza della Panzerwaffe. Non si trattò di un semplice cambio di nome. La SturmArtillerie era notoriamente fucina di personale non solo più preparato rispetto a quello della Panzerwaffe ma anche specificatamente addestrato per operare su carri armati privi di torretta. La Panzerwaffe, invece, tendeva ad uniformare l’addestramento dei propri carristi su normali Panzer. Ne conseguì che gli Stug. Abteilung, spesso composti da veterani preparati e combattivi, non ricevettero mai lo Stug. Neu Art e dovettero combattere per tutta la guerra su Stug.III e Stug.IV ormai obsoleti o al limite estremo delle loro potenzialità. Al contrario, i nuovi veicoli a loro originariamente destinati e ribattezzati Jagdpanzer IV si dispersero nelle varie Panzer Division esprimendo un potenziale bellico spesso limitato a causa di modalità di impiego ed equipaggi non rispondenti ai parametri imposti da questa tipologia di veicoli.

Il Deutsches Panzermuseum di Munster custodisce nella sua collezione due bellissimi esemplari di Jagdpanzer IV. Entrambi equipaggiati con un cannone da 7.5 cm. L48 (lo stesso degli Stug.) fanno parte della prima versione prodotta di tale veicolo che, successivamente, ricevette un 7.5 cm L70 (derivato dal cannone del Panther) allo scopo di incrementarne le capacità anticarro. I due carri della collezione si distinguono fra loro in quanto quello senza bande mimetiche verdi e marroni è un esemplare di preproduzione. Identificato con il codice A0, esso ha la caratteristica di avere la piastra frontale superiore arrotondata sui lati per favore ulteriormente il rimbalzo dei proiettili avversari. Tale espediente, a causa delle difficoltà produttive conseguenti, non fu integrato nel modello destinato alla produzione di massa e rappresentato dal secondo esemplare appartenente al museo.

I due Jagdpanzer IV L/48 del museo di Munster sono molto ben conservati ed estremamente rari (l’A0 è un esemplare unico). Meritano estrema attenzione perché, ammirandoli dal vivo, è possibile comprendere appieno quanto la loro ridotta altezza li rendesse particolarmente letali nelle imboscate e molto difficili da colpire. Unico rammarico è che, almeno per quanto di mia conoscenza, i due carri non siano in grado di muoversi. Sarebbe, quindi, opportuno un restauro mirato al sistema propulsivo.

ENGLISH LANGUAGE

The vehicles collection belonging to the Panzermuseum of Munster, includes two wonderful Jagdpanzer IV L/48. The first one, A0 model, is a preproduction version that never reached the front, the second is the production version with the squared frontal armor. This kind of self-propelled gun was used by German Army during the WWII as tank hunter. The two Munster Jagdpanzer IVs are beautiful and in very good status but, as long as I know, they are not in running conditions.

FRENCH LANGUAGE

Dans la collection des véhicules qui sont conservés à l’intérieur du Panzermuseum de Munster, il y a deux Jagdpanzer IV L/48. Le premier est un modèle de pre-production qui n’a pas connu le combat, le deuxième est la version de production avec la curasse frontale carrée. Ce type de canon automoteur fut employé par l’armée de terre Allemande pendant la Deuxième Guerre Mondial comme véhicule antichar. Les deux exemplaires de Munster sont très bien conservés mais il ne sont pas capable de rouler.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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