24 Goyen Shinjuku

Confesso che sono partito per Tokyo senza avere una precisa idea di cosa visitare e di cosa mi avrebbe circondato per tanti giorni. E’ stata prima di tutto un’esperienza legata al gusto dell’esplorazione e della scoperta correndo anche il rischio di perdermi qualche cosa di importante nella speranza di scoprire gli aspetti meno noti ma più sinceri di una grande città come la capitale nipponica. Ciononostante la notorietà di alcuni luoghi, ad esempio il parco di Ueno, mi ha inevitabilmente spinto ad essi così come, in altri casi, è stata la mia passione per anime e manga ad attrarmi verso posti meno conosciuti dal grande pubblico occidentale. Uno di essi è certamente il parco di Shinjuku Gyoen che, fuori dai percorsi turistici più noti, è principale sfondo alla toccante storia narrata nel bellissimo film Il Giardino Delle Parole di Makoto Shinkai. E’ proprio in questo parco che i due protagonisti si incontrano durante le giornate di pioggia ed è grazie a quest’opera che ho saputo dell’esistenza del parco.

Irresistibile è stato il desiderio di visitare il parco che si è dimostrato un gioiello di rara bellezza ed una delle mete da me più apprezzata di tutta la mia vacanza. Contro ogni mia più rosea aspettativa, vi ho trascorso una giornata intera e posso affermare con onesta serenità che il parco merita tanta attenzione. Curatissimo in ogni suo aspetto, suddiviso in varie aree diversificate per tematica e vegetazione, impreziosito da laghetti ed edifici storici, Shinjuku Gyoen lascia sinceramente attoniti ed affascinati. Inutile dire quanto i ciliegi in fiore abbiano ulteriormente incrementato l’impatto visivo e la magia del parco il cui ricordo mi è rimasto nel cuore. Nel caso non mi crediate, lascio la parole alle immagini in modo che possiate giudicare di persona.

Come a Ueno, la folla di visitatori era imponente pur restando discreta ed ordinata. Sorprendente è stato costatare, anche in questa occasione, l’accanimento fotografico di cui sono capaci i Giapponesi (nel caso specifico è stato un meraviglioso ciliegio pendente sull’acqua ad attrarre una grande attenzione).

Divertente è stato anche udire il coro unanime di sorpresi ed estasiati “Ooohhh!” quando una provvidenziale folata di vento ha spinto e disperso numerosi petali di ciliegio sulle persone intente ai pic-nic. Un istante intensamente nipponico che sono contento di aver vissuto e che mi resterà indelebile nei ricordi di questo mio viaggio nel paese del sol levante.

Ovviamente non poteva mancare una foto con il gazebo sotto cui i protagonisti de “Il Giardino Delle Parole” si incontrano nelle giornate di pioggia e che diventa il perfetto contesto perché le loro vite si aprano uno all’altro.

Concludo raccomandando vivamente a tutti di visitare il parco in questione. L’ingresso è a pagamento in quanto si tratta di un sito privato ma il biglietto è del tutto simbolico (200 Yen) e l’esperienza è talmente appagante che giustificherebbe anche un prezzo ben più alto. Sono anche convinto che il parco Shinjuku Gyoen sia godibile in ogni periodo dell’anno e spero, un giorno, di vederlo in autunno con i colori del fogliame nel loro splendore.

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