AKIHABARA

31 Akihabara

E’ difficile decidere da dove iniziare a parlare di questo incredibile quartiere di Tokyo. Come spesso accade quando è coinvolta la capitale nipponica, si tratta di un eccesso, un estremo che, in questo caso, ha ad oggetto tutto ciò che ruota intorno all’elettronica, ai video game ed al mondo dei fumetti e dell’animazione. Inutile dire che Akihabara è un polo attrattivo irresistibile per tutti gli appassionati del settore che, in questo quartiere al limite della psichedelia, possono trovarvi l’inimmaginabile. Sono convinto non vi sia un luogo simile in nessun’altra parte del mondo. Ciò è tanto vero da consigliare una visita ad Akihabara anche a coloro che, benché privi di interessi direttamente correlati a quanto offerto dai negozi del quartiere in oggetto, voglia comunque conoscere una sfaccettatura non marginale della complessa società giapponese.

Il primo impatto con Akiba, come comunemente chiamato il quartiere dal pubblico più affezionato, è sorprendente sotto infiniti aspetti. Primo fra tutti gli enormi cartelloni pubblicitari correlati alle serie animate di maggior successo. A ciò si aggiungono gli infiniti negozi che costellano non solo le vie principali del quartiere ma anche quelle secondarie ed addirittura i vicoli più stretti. Negozi che non vanno considerati in ottica orizzontale ma verticale. Ad avere, infatti, una vetrina direttamente sulla strada sono solo i punti vendita più grandi, gli altri (non necessariamente di minor importanza) si ammucchiano uno sull’altro a seconda del numero di piani degli edifici in cui sono collocati. E’ importante, quindi, avere l’accortezza di non cercare i negozi solo al piano terra ma anche ai piani superiori dei palazzi, astuzia non scontata almeno inizialmente.  Non mancano, poi, varie iniziative d’intrattenimento (a dimostrazione di come si approfitti di ogni pretesto per far festa, a fine marzo era in corso l’Oktober Fest!) e di sponsorizzazione di prodotti, personaggi ed artisti. Può, inoltre, capitare di incrociare qualche folle automobile ricoperta di immagini relative ai protagonisti delle serie animate preferite dal proprietario.

E’ di sera che Akihabara da, indiscutibilmente, il meglio di sé. E’ come se il quartiere cambiasse pelle e si trasformasse in un enorme parco giochi dalle infinite luminarie, tanto ipnotiche quanto attraenti. In altre parole, la notte è il momento migliore per visitare Akiba in quanto fa da sfondo perfetto al caleidoscopio di luci, colori e follie che caratterizzano il quartiere.

Inoltrarsi in uno qualunque dei negozi di Akihabara è un’esperienza sbalorditiva. La quantità di articoli a disposizione è virtualmente infinita ma a meravigliare a tal punto il visitatore da lasciarlo in stato catatonico fino a perdere la cognizione dello spazio e del tempo è, soprattutto, l’ingresso in punti vendita vastissimi (alcuni contano sei e più piani) integralmente consacrati a mondi da noi considerati di nicchia. Personalmente non ho opposto alcuna resistenza… Mi sono lasciato condizionare dai più primitivi istinti dell’ominide cacciatore/raccoglitore ed ho acquistato (quasi) tutto quello che mi ha colpito ed interessato. Ciononostante non posso dire di essere stato in tutti i negozi di Akiba. Me ne sono sicuramente sfuggiti alcuni ma, con ingiustificato orgoglio, posso affermare baldanzoso di aver trascorso nel quartiere giorni interi. Sulla base di quanto ho visto, ho predisposto qui di seguito una breve classifica dei migliori negozi di Akihabara. Ovviamente si tratta di un elenco dettato da valutazioni puramente personali (non poco condizionate dalla disponibilità di materiale modellistico, mio hobby principale) ma spero che sia comunque utile:

PRIMO POSTO – VOLKS AKIHABARA STORE

Sei piani di puro sogno dedicati, ognuno di essi, ad una  diversa sfumatura del mondo dell’animazione e del modellismo. Vi troverete principalmente ogni tipo di gadget legato alle serie animate più importanti, figure e kit di montaggio. Lo ritengo anche il più “professionale” nel senso che, soprattutto nell’ambito modellistico, offre una vasta gamma di accessori, materiali e strumenti per dedicarsi a questo hobby che pratico da sempre. Questo negozio è il mio preferito anche perché, fra tutti quelli che ho visitato, è sicuramente il più accogliente, curato e luminoso. Ogni piano è ricco di vetrine con le novità in esposizione, gli articoli sono ben esposti e i corridoi di passaggio non sono cunicoli da vietcong, tutti elementi non comuni in altri negozi. Raccomando vivamente di non dimenticarsi del Volks Akihabara Store nel caso di una visita al quartiere perché è probabilmente il negozio che vi lascerà l’impressione migliore.

SECONDO POSTO – KOTOBUKIYA SHOP

Molto simile nell’impostazione al negozio Volks, il Kotobukiya Shop è un’altra meta imperdibile benché sia meno appariscente di quest’ultimo. Gli spazi sono un po’ più angusti e i corridoi più stretti ma la gran quantità di prodotti è esposta con cura e non mancano vetrine con miniambientazioni dedicate alle serie di punta ed alle novità più recenti. Anch’esso dislocato su più piani, il negozio ha, come punto di forza, la gran varietà di gadget, figure e modelli ma con una minore specializzazione soprattutto nell’ambito modellistico essendo molto limitato il settore dedicato ai materiali necessari per dedicarsi a questo hobby.

KOTOBUKIYA SHOP

TERZO POSTO – ANIMATE

Animate suppongo sia una catena di negozi che, immancabilmente, ha una sede anche ad Akihabara. Non mancano in quest’ultimo quartiere innumerevoli negozi similari ma Animate è quello che mi ha impressionato di più per dimensioni, quantità e varietà del materiale esposto. Se cercate tutto quello che di cartaceo è connesso ad anime e manga, questo è un negozio da non perdere. Non mancano, ovviamente, gadget ed altri ammennicoli correlati ma meglio rivolgersi ad altri negozi ad essi interamente dedicati per una scelta più ampia, Animate è sicuramente un paradiso per chi cerca manga e libri d’illustrazione che, generalmente, non sono presenti in negozi come i due precedenti indicati.

QUARTO POSTO – TAMTAM HOBBY SHOP

Per ovvie ragioni, non posso fare a meno di segnalare il negozio in oggetto in quanto interamente dedicato al fantastico mondo del modellismo in ogni sua forma e genere. Disposto su due piani, Tamtam offre una grandissima varietà di modelli inclusi quelli aereonautici e militari normalmente non trattati da altri punti vendita di Akiba. Per un modellista come me, si tratta di una meta imperdibile ed è, infatti, qui che ho trovato e comprato l’unico kit che speravo di riuscire a trovare in Giappone, il VF-1 J SUPER VALKYRIE “MAX/MIRIA TYPE” with RMS-1 in scala 1/48 realizzato da Hasegawa. Suggerisco vivamente di visitare il negozio a chiunque abbia un minimo di interesse per il modellismo e ne approfitto per far presente che i prezzi riportati sulle scatole sono tasse escluse, tenetelo presente prima di gridare al miracolo davanti alla massa di clienti attoniti.

Considerato tutto quanto sopra raccontato e mostrato in (forse) troppe foto, penso sia evidente quanto Akihabara sia un quartiere di Tokyo imperdibile per tutti gli appassionati ed i curiosi. Ciononostante esso non è, a mio parere, l’idillio che si potrebbe pensare. Se si ha l’interesse e la volontà di voler guardare al di là delle luci e dei colori con cui ogni singolo passante viene bombardato per acchiapparne il portafoglio, il quartiere è discretamente squallido. Non vi è quella usuale cura ed attenzione che normalmente può essere costatata in altre zone di Tokyo. Probabilmente consci del fatto che i frequentatori di Akiba non cercano altro che quanto proposto nei negozi ignorando l’aspetto del punto vendita stesso, l’intero quartiere è gestito come un contenitore. Un recipiente la cui qualità è di secondaria importanza poiché  non influisce sul successo commerciale di quanto vi è contenuto. Ciò ha ovvie ripercussioni anche sulla vivibilità stessa del quartiere che, per quanto mi riguarda e nonostante il tempo trascorsovi, si è ridotta al minimo visto che non vi ho mai nemmeno pranzato.  Pur essendo questa l’estrema conseguenza di un probabile pregiudizio tutto mio, non mi sento di consigliare alcun ristorante o tavola calda tanto sono tutti indistintamente anonimi e votati ad offrire i prezzi più bassi possibili per cercare di conquistare un pubblico votato a spese di tutt’altro genere. Unica eccezione il piccolo chiosco sotto Tamtam che vende dolcetti tradizionali a forma di pesce farciti con una crema di fagioli dolci.

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Siate inoltre consci che Akihabara è un quartiere dedito al consumismo più sfrenato in cui la colossale macchina dell’intrattenimento nipponico produce, consuma e dimentica in breve tempo ogni cosa. Tutto è rapidamente divorato, dalle nuove serie animate alle idol di grande ma effimero successo. Tutto viene prontamente dimenticato per lasciare spazio a nuovi prodotti, serie e personaggi che, inevitabilmente, si assomigliano fra loro. Salve rare eccezioni, non aspettatevi di trovare qualcosa dedicato a vecchie serie, arretrati o quel particolare cimelio che manca alla vostra collezione poiché è considerato “vecchio” ciò che è stato commercializzato anche solo pochi mesi prima. Per rimediare a questa straziante verità esistono i negozi che vendono l’usato (ad Akiba c’è un grande Mandarake) ma trovare quel che cercate dipende dalla pura fortuna.

Un commento a parte necessita un fenomeno tipico di Akihabara: i Maid Café. Nati nel 2001 proprio nel quartiere in oggetto, sono caffetterie ai cui tavoli servono cameriere con elaborati costumi in stile vittoriano o francese essendo guarnitissimi di pizzi e di ornamenti di ogni tipo. Vi sono un’infinità di Maid Cafè ad Akiba che si differenziano per divise delle cameriere e per l’arredamento a tema ma, quello che li accomuna tutti, è la pratica di sguinzagliare sulle vie antistanti le ragazze in costume allo scopo di indirizzare i potenziali clienti alla caffetteria in questione che, con tutta probabilità, si trova cinque o sei piani più in alto. Devo ammettere che raramente mi è capitato di assistere ad uno spettacolo più triste, squallido e malinconico di queste povere ragazze agghindate come bamboline e costrette a sorrisi e moine anche sotto l’acqua gelida o con temperature quasi invernali. Il richiamo erotico-infantile delle stesse e l’evidente sfruttamento commerciale di desideri tipicamente maschili non migliorano il quadro complessivo. Intendiamoci, le ragazze non sono forzate, presumibilmente sono lautamente pagate ed il tutto non ha nulla a che fare con la prostituzione. Probabilmente sono troppo sensibile su certi argomenti ma il tutto mi ha fatto solo una gran pena e, benché il fenomeno abbia emuli anche in occidente, trovo che i Maid Cafè siano una delle conseguenze dello spiccato maschilismo della società giapponese e di una concezione di donna-oggetto che sfiora troppo spesso il malsano campo della pedofilia (problema su cui ancora oggi i Giapponesi ricusano una doverosa presa di coscienza).

Concludo mostrando i miei acquisti ad Akihabara, meta che, nonostante luci ed ombre, non mi farò mancare in caso di un mio ritorno a Tokyo.

Per dovere di cronaca: ho impreziosito la sportina di “Evangelion” applicandovi il patch adesivo della “NERV” e, su una borsa comprata successivamente, ho messo quello del “Principato di Zion”. J

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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4 risposte a AKIHABARA

  1. Luigi ha detto:

    Davvero bello ed interessante!!! Si capisce che ti ha impressionato.

    Il tuo babbo

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  2. manaokana ha detto:

    Adoro Akihabara. Che strano, vero?
    è un quartiere vivace e come hai sottolineato bene tu stesso nel quale un passante è travolto dalla comunicazione. Quasi frastornante. Eden per un otaku, ma anche per un nerd. Le nuove generazioni trovano certamente stimoli. In alcuni Hobby store ho trovato figure non distribuite in Europa che si sono aggiunte alla mia collezione. Quale soddisfazione! Ma soprattutto ad Akiba c’è il ristorante dove mi reco puntuale ogni volta che capito a Tokyo perché lì cucinano un riso al curry da leccarsi i baffi!
    Ammirare i tuoi scatti mi fa nascere una certa nostalgia, tuttavia non posso fare a meno di farli scorrere continuamente: hai catturato l’anima di questo ritaglio urbano. Così intensamente che ho l’illusione di essere lì.

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    • Andrea ha detto:

      Ancora grazie mille per così tanti e bei complimenti al mio articolo, cara Mana!
      Sono entusiasta come te del quartiere di Akiba benché sia anche non poco critico sullo stesso come avrai potuto leggere. Ciò non toglie sia un paradiso per gli appassionati come noi e, anche in questo caso, spero di tornarci presto. Tra l’altro anche per recarmi nel ristorante che hai scoperto ed apprezzato! 🙂 Riusciresti a farmi capire più o meno dove si trova?
      Mi fa felice sapere che le foto ti siano piaciute. Non sono un maniaco della fotografia ma cerco sempre di fare del mio meglio con inquadrature un minimo studiate che possano dare all’osservatore parte delle emozione vissute al momento dello scatto. 🙂

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      • manaokana ha detto:

        trovare il locale è facilissimo e ancor più vuotare il piatto e fare i complimenti al cuoco. il ristorante si trova infatti proprio fuori dalla stazione di Akihabara uscendo dalla Electric Town Exit. La gestione è familiare. La specialità della casa è appunto il curry, in particolare la versione piccante (la salsa ha un colore scuro. io l’ho provata, ma per me era troppo forte. in seguito ho optato per la versione più soft. amore al primo assaggio). Quando entri, sulla parete di destra è affisso il menù corredato da foto. Subito sotto trovi una serie di tasti, ciascuno corrispondente a una pietanza (anche qui i kanji sono accompagnati da foto). Scelto cosa mangiare non resta che inserire il denaro nell’apposito spazio e premere i pulsanti (come quando acquisti una bibita o uno snack da un dustributore automatico; il concetto è il medesimo). Qui però non escono i piatti cucinati ma dei biglietti relativi all’ordinazione da consegnare al banco. poi è sufficiente prendere posto e attendere. le posate sono già sul tavolo e accanto ad esse c’è un vasetto con delle verdure sottaceto (non so bene cosa siano ma sono buone e servono a placare la piccantezza del curry). ti verrà subito servita acqua ghiacciata e potrai berne a volontà: basterà posare il bicchiere vuoto sulla parte più alta del bancone e sarai accontentato. cerco in rete una foto o una mappa e se scovo qualcosa di utile ti segnalo il link.

        apprezzo molto la tua mente semplice e la modestia; ma permettimi di dirti con schiettezza senza apparire adulatrice, che i tuoi scatti sono davvero fantastici. continua così!

        Anch’io vorrei potermi imbarcare sul primo volo per il Giappone ogni volta che ne ho nostalgia. ci sono ancora tanti luoghi da vivere: Nara, l’isola che ha ispirato la foresta del Dio Cervo in Mononoke, la regione dell’Hokkaido…

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