Gundam The Origin I locandina

Dopo “L’attacco dei giganti”, passato nei cinema italiani a metà maggio, Nexo Digital (http://www.nexodigital.it) torna agli onori della cronaca distribuendo, il 23 e 24 giugno 2015, un’opera destinata a lasciare il segno: il primo episodio di “Gundam the Origin”, capitolo iniziale di una serie animata che, in quattro parti, ha il compito di trasportare in animazione il colossale lavoro di Yoshikazu Yasuhiko. Autore e character designer della serie originaria dedicata al mobile suit bianco datata 1978, Yoshikazu Yasuhiko ha, per dieci lunghi anni, abbandonato il mondo dell’animazione per dedicarsi anima e corpo a disegnare “Gundam the Origin”, manga in 23 volumi che, rinarrando la storia originaria, ne ha ammodernato ed arricchito la trama oltre che spiegato numerosi punti oscuri e raccontato fatti precedentemente solo accennati. In altre parole, il manga in oggetto è più una riscrittura matura e completa di quanto realizzato ormai quarant’anni fa piuttosto che un remake. L’impatto sul pubblico e la qualità di quest’opera è stata tale che, nel 2011, si è deciso di farne una (parziale) trasposizione animata tanto fedele al manga da vedere coinvolto lo stesso autore in prima persona. Operazione questa, a mio parere, da considerare più un rispettoso omaggio alla serie originaria che una bieca operazione commerciale. La saga di “Gundam” è stata negli anni snaturata e violata da decine di prodotti finalizzati al solo sfruttamento economico della notorietà del nome coinvolto. Personalmente ritengo che si contino sulle dita di una sola mano le serie animate veramente all’altezza dell’originale ed in grado di imbastire con quest’ultima un universo narrativo lineare e coerente. Ben venga, quindi, un’opera come “Gundam the Origin”, prima di tutto come manga per l’approfondimento in esso possibile e poi come animazione per la gioia degli occhi.

L’episodio in questione narra, in un lungo flash back, come le trame della famiglia Zabi permisero il successo di un colpo di stato che, dietro il paravento della proclamazione dell’indipendenza delle colonie spaziali più lontane dalla terra, diedero origine al Principato di Zion innestando quella serie di eventi che, poco dopo, porterà alla “Guerra di un Anno”. In tale contesto viene anche delineata la storia umana e familiare di Char, personaggio che, almeno fra gli appassionati, non ha certo bisogno di presentazioni.

Tecnicamente parlando, l’episodio gode di un’animazione estremamente curata, molto attenta a rispettare il tratto di Yoshikazu Yasuhiko e così ben fatta da riuscire a dimostrare l’incredibile potenza comunicativa di quest’arte. Un prodotto come quello in oggetto, a mio parere, supera ampiamente qualunque cartone in computer grafica emulo di “Shrek”. Ciò non significa che non vi sia stato l’uso del computer, strumento ormai essenziale per realizzare complesse scene d’azione, ma resta sempre discreta senza mai creare fratture estetiche con le sequenze ove è assente o ridotta.

Sono presenti due scene d’azione principali. La prima, all’inizio dell’episodio ed ambientata nello spazio, è semplicemente spettacolare e mostra il primo impiego in battaglia degli “Zaku”, i famosi mobile suit di Zion (fra cui quello rosso di Char “Cometa Rossa” Aznable). Oltre ad essere un momento fondamentale della “Guerra di un Anno”, fa presagire meraviglie negli episodi successivi che, spero, sapranno essere un po’ più movimentati di quello presente.

Concludendo, mi sento di consigliare questo Anime a chiunque. Resta inteso ed essenziale essere ben consapevoli trattarsi del primo episodio di una serie di quattro. E’ importante, quindi, non aspettarsi una storia compiuta poiché, in caso contrario, la delusione potrebbe essere cocente. Gli eventi narrati restano incompiuti avendo successivo sviluppo negli episodi che verranno, non si può che avere pazienza ed attendere sia pronto anche il secondo episodio (previsto in Giappone per il 7 novembre 2015).

Dopo la proiezione del “Gundam The Origin 1 – Blue-Eyed Casval”, è seguito un breve documentario sulla realizzazione dello stesso in cui si sono susseguite interviste ai membri dello staff nonché a Yoshikazu Yasuhiko. Molto interessante per dare un volto agli artisti coinvolti e per conoscere i loro pensieri ed opinioni. Si tratta certamente di uno degli extra che saranno presenti nell’edizione home video ma che, pur allungando la durata dello spettacolo complessivo, non compensa in toto il costo decisamente non economico del biglietto. Quest’ultimo è l’unica critica che può essere sollevata all’intera iniziativa. Il prezzo elevato (14 euro) è davvero condizione imprescindibile per il passaggio di Anime nei cinema nostrani? E’ davvero giustificato nonostante la proiezione sia limitata a due giorni infrasettimanali? Un appassionato è disposto in ogni caso a pagarlo o riduce l’affluenza di pubblico? Difficile dare una risposta a queste domande. Probabilmente solo il tempo permetterà valutazioni in tal senso.

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