PANZERKAMPFWAGEN VI AUSF.B – TIGER II “213” – LA GLAIZE

ITALIAN LANGUAGE

Nel corso del lungo racconto da me redatto sulla storia del Kampfgruppe “Peiper” durante l’operazione “Wacht am Rhein”, ho avuto modo di dire come ad esso fu assegnato anche lo schwere SS-Panzer-Abteilung 501, un reggimento corazzato equipaggiato con carri Tiger II. Questi  colossali Panzer da 69 tonnellate sommavano in loro il meglio della tecnologia bellica tedesca ma non erano esenti da difetti che ne compromisero sensibilmente il rendimento in battaglia soprattutto in zone a compartimenti ristretti come era il teatro operativo delle Ardenne.

L’atto finale che, fra il 20 ed il 24 dicembre 1944 portò alla dissoluzione del Kampfgruppe “Peiper”, si svolse a La Glaize dove l’unità tedesca abbandonò un gran numero di veicoli ed armamenti fra cui gli ultimi sei Tiger II sopravvissuti ai combattimenti dei giorni precedenti. Fra essi ha un posto di rilievo il Tiger II numero “213” che, attualmente conservato di fronte al “December 44 Museum” (http://www.december44.com/fr/histoire.htm), è uno dei rarissimi carri di questo tipo ancora esistenti al mondo.

A La Glaize, il Tiger II “213” era sotto il comando del SS-Obersturmführer Helmut Dollinger. Quest’ultimo è protagonista di alcuni secondi di un filmato girato da un corrispondente di guerra assegnato al Kampfgruppe “Peiper” che, il 16 dicembre 1944, riprese il passaggio dello schwere SS-Panzer-Abteilung 501 fra le case del villaggio di Torndorf.  Benché non siano del tutto visibili i numeri identificativi impressi sulla torretta del Tiger II di Dollinger al momento della ripresa, il filmato conferma che quest’ultimo era a bordo del Tiger II “009”, un Pz.Bef.Wg. (carro comando dotato di apparecchiature radio supplementari) assegnato allo Stab/ s.SS-Pz.Abt.501. In effetti il Tiger II “213” risulta attribuito nell’organigramma reggimentale al SS-Unterscharführer Franz Faustmann che, probabilmente a seguito della perdita dello “009” nel corso dei combattimenti, fu costretto a cedere a Dollinger il “213”. Si tratta di accorgimenti comunemente applicati allo scopo di consentire ai comandanti ed agli equipaggi più esperti di essere costantemente in grado di partecipare agli scontri in corso.

Nei giorni in cui il Kampfgruppe “Peiper” fu circondato a La Glaize, la difesa della fattoria  Werimont, collocata su un’altura fuori città, fu affidata al “213” di Dollinger e al Tiger II “221” sotto il comando del SS-Untersturmführer Georg Hantusch, nonché al Panzer IV Ausf.J del SS-Rottenführer Rolf Ehrhardt. Alle ore 14.00 del 22 dicembre 1944, un potente assalto contro La Glaize fu lanciato dalla Task Force McGeorge e dalla Task Force Lovelady della 3rd Armored Division. I sei Tiger II ancora operativi dello schwere SS-Panzer-Abteilung 501 furono, ovviamente, i cardini di sostegno della difesa tedesca. L’assalto americano fu alla fine respinto nonostante il grande coraggio dei carristi statunitensi che, nei loro Sherman, si lanciarono a tutta velocità contro le linee tedesche sparando all’impazzata. Nonostante alcuni successi fra cui la distruzione di uno Sherman a più di 2.400 metri di distanza da parte del Tiger II numero “200” del SS-Hauptsturmführer Rolf Mobius, furono perduti non  pochi Tiger II fra cui il “211” e il “213” che, colpito a numerose riprese, vide anche il proprio cannone da 8.8 cm. troncato di netto da un proiettile. Nonostante una seria ferita alla testa, Dollinger sopravvisse allo scontro rifugiandosi nella cantina della fattoria  Werimont ma il “213” era irrimediabilmente perduto e fu uno dei numerosi carri repertoriati dagli Americani a La Glaize una volta terminati i combattimenti.

Nel luglio 1945, nel corso delle operazioni di bonifica dell’area da parte degli Alleati, Madame Jenny Geenen-Dewez, desiderosa di lasciare ai posteri una traccia dei combattimenti avvenuti a La Glaize, acquistò il Tiger II “213” al prezzo di una bottiglia di Cognac. Trasportato fino in centro città e successivamente trascinato fino alla posizione in cui si trova ancora oggi, fu questo gesto fuori dal comune a consentire al carro di sopravvivere fino ai giorni nostri e di diventare il cuore attrattivo dell’attuale museo che sorge alle sue spalle.

Il Tiger II “213 fu sottoposto a vari restauri che ne condizionano ancora oggi l’aspetto. Secondo quanto dichiarato nel sito del “December 44 Museum” (http://www.december44.com/en/tiger-213.htm), a quanto restava del cannone originario da 8.8 cm. fu saldata la sezione finale di un cannone da 7.5 cm. prelevato da uno dei cinque Panther camuffati da Tank Destroyer M10 della Panzer-Brigade 150 di Otto Skorzeny (tutti andati perduti a Malmedy). Grazie ad una sapiente saldatura, questa sostituzione non è immediatamente percepibile all’osservatore ma ad un occhio attento non sfuggirà il freno di bocca non correttamente in asse ed il fatto che la canna del “213” appare troppo lunga rispetto a quanto dovrebbe essere. Non ho ragioni di mettere in dubbio quanto affermato dal museo ma resto molto scettico a proposito dell’aggiunta citata. Mi pare davvero improbabile che la differenza di calibro fra i due cannoni non si traduca in una tale diversità di diametro  da rendere palese il punto di giuntura fra le due. Propenderei per il recupero da un altro Tiger II della parte di canna necessaria al restauro ma non ho trovato conferme su questa questione da altre fonti che non sia il museo stesso e, conseguentemente, non posso che limitarmi a mostrare alcune foto trovate nel mio archivio personale e scattate al momento della saldatura dei due tronconi.

Il Tiger II “213” è, in tutta evidenza, la più strabiliante testimonianza del combattimenti del dicembre 1944 presente nell’area delle Ardenne. Ciò non è solo dovuto alle sempre incredibili dimensioni del carro nonché alle sue forme a piastre inclinate che ne facevano un’arma di letale solidità ma, anche e soprattutto, al fatto che si tratta di un Panzer usato nei combattimenti avvenuti nella zona. Questo elemento, comune ad altri reperti bellici ardennesi, non è da sottovalutare perché è un aspetto assai raro se non unico. I carri custoditi nei musei, infatti, non posseggono questa affascinante caratteristica di cui molti aspetti di questo carro, a cominciare dai numerosi e profondi impatti sulla sua corazza frontale fino ad arrivare all’orientamento della torretta, sono muti testimoni .

 ENGLISH LANGUAGE

La Glaize is the village where the Kampfgruppe “Peiper” spent its last days before its dissolution happened on 24th December 1944. The German unit lost a great number of tanks and other fighting vehicles around La Glaize, including six Tiger II of schwere SS-Panzer-Abteilung 501. One of them is now exposed in the downtown, outside the “December 44 Museum” (http://www.december44.com/en/tiger-213.htm). This tank, coded “213”, is one of the rare Tiger II tanks survived at the war and, commanded by SS-Obersturmführer Helmut Dollinger, it was knocked out on 22nd December 1944 near Werimont farm, on outskirts of La Glaize. The Tiger II “213” was object of some restorations, including a replacement of the barrel cut off by a well-placed shot during the battle, but it still shows the same characteristics that it had seventy years ago.

 FRENCH LANGUAGE

La Glaize est le village où le Kampfgruppe “Peiper” a eu ses derniers jours de vie. L’unité allemande laissait sur le terrain beaucoup des véhicules militaires, y inclus six chars Tiger II du schwere SS-Panzer-Abteilung 501. Un de ces derniers est actuellement conservé au dehors du “December 44 Museum”  (http://www.december44.com/en/tiger-213.htm) où les visitateurs peuvent encore aujourd’hui admirer le mastodonte. Ce char, commandé par le SS-Obersturmführer Helmut Dollinger, fu détruit le 22 Décembre 1944 lors d’un attaque de grand envergure mené par le Task Force McGeorge et Lovelady de la 3rd Armored Division pendant lequel un coup au but arrachait le canon. Ce Tiger II est une grand belle surprise pour tous les passionnés d’histoire militaire qui ont la canche de visiter La Glaize. Le charme du char est augmenté par la conscience de regarder un Tiger II réellement utilisé par les Allemandes dans les alentours.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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