Il 5 luglio 1943 ebbe inizio l’operazione “Zitadelle”, la grande offensiva tedesca che avrebbe dovuto permettere alla Wehrmacht di riprendere l’iniziativa sul fronte orientale. Allo scopo di conseguire una vittoria schiacciante e mettere definitivamente in ginocchio l’Unione Sovietica, l’industria bellica tedesca fece sforzi colossali affinché in “Zitadelle” fossero dispiegati nuovi Panzer espressamente progettati per il combattimento nel teatro operativo russo. E’ in tale contesto che il Panzerkampfwagen V “Panther” conobbe il battesimo del fuoco. Precursore dei moderni MBT (Main Battle Tank), il Panther condensava il meglio della tecnologia bellica tedesca ma non era esente da difetti anche di tipo strutturale. Già negli ultimi mesi del 1942, mentre il nuovo carro entrava in produzione nella versione Ausf.D, gli ingegneri tedeschi progettavano il “Panther II”, veicolo che avrebbe dovuto sostituire il Panther migliorandolo sotto numerosi aspetti. L’andamento della guerra e le limitate possibilità di un’industria bellica già stremata, imposero l’abbandono di tale programma. In un meeting tenutosi presso M.A.N. il 4 maggio 1943, decisione fu presa di interrompere gli studi sul “Panther II” per incorporarli nel Panther.

Nel novembre 1944, Krupp presentò al Waffen Prüfen 6 una serie di proposte per potenziare l’armamento dei carri in produzione. Il programma prendeva il nome “Umbewaffnung der Panzer” (Riarmare i carri). Uno dei progetti presentati da Krupp coinvolgeva lo “Jagdpanter”, il cacciacarri su scafo del “Panther” armato col 8.8 cm Pak-43 L/71. Krupp propose di riequipaggiare lo “Jagdpanther” con un 12.8 cm Pak-80 L/55. Il progetto, conosciuto come “Jagdpanther II”, prevedeva di collocare il voluminoso cannone anticarro in una casamatta spostata nella parte posteriore dello scafo. Ciò aveva lo scopo di meglio distribuire il peso del veicolo e comportava il posizionamento del motore al centro. Il 20 gennaio 1945, il Waffen Prüfen 6 emise un parere sul “Umbewaffnung der Panzer” intriso di buon senso. Nonostante lo scafo del “Panther” fosse giudicato in grado di sopportare il peso della nuova arma, lo “Jagdpanther II” fu cassato dal Waffen Prüfen 6. Lo “Jagdpanther”, infatti, era un cacciacarri molto ben riuscito, equilibrato e già armato con un cannone performante. Lo “Jagdpanther II” non avrebbe portato benefici concreti. Al contrario, avrebbe necessitato la messa in produzione di un nuovo scafo e le prestazioni operative del veicolo sarebbero state compromesse da un peso di ben 51 tonnellate e da un rateo di fuoco fortemente ridotto a causa della divisione in due parti del proiettile da 12.8 cm.

Quanto sopra è un sunto delle fonti più autorevoli a mia disposizione, primi fra tutti i volumi Panzer Tracts no. 5-4 e 20-1. I fatti dimostrano che, anche ipotizzando che l’andamento della guerra fosse stato tale da dare seguito ad un potenziamento dello “Jagdpanter”, esso avrebbe usato lo scafo del “Panther” (Ausf. G ed Ausf. F) come ipotizzato dal programma “Umbewaffnung der Panzer”. Ciononostante, si è diffusa e consolidata l’idea che lo “Jagdpanther II” sarebbe stato su scafo del “Panther II”, benché quest’ultimo sia un progetto abortito già nel 1943. La leggenda dello “Jagdpanther II” su scafo “Panther II” si è diffusa nella rete e, rafforzata da videogame e da pubblicazioni poco precise,  si è concretizzata nel recente kit Amusing Hobby trattato in questo articolo.

Il contenuto della scatola di montaggio appare buono grazie ad un livello di dettaglio medio-alto. Amusing Hobby, come in molti altri casi, offre agli appassionati un soggetto originale e di grande impatto scenico da cui i modellisti più esperti sapranno certamente trarre un ottimo modello.

Personalmente ritengo che anche i veicoli solo progettati possano essere trasposti in modelli storicamente accurati. Non stupirà, quindi, sapere che ritengo essenziale sostituire lo scafo inferiore proposto da Amusing Hobby con quello di un “Panther”. Le ragioni sono sopra esposte e l’impresa non è impossibile a patto di avere a disposizione un vecchio kit di “Panther” da cannibalizzare.

English Language

On 5 July 1943, Operation “Zitadelle” began, the great German offensive that was to allow the Wehrmacht to regain the initiative on the Eastern Front. In order to achieve a crushing victory and bring the Soviet Union to its knees once and for all, the German war industry made colossal efforts to ensure that new Panzers expressly designed for combat in the Russian theatre of operations were deployed in “Zitadelle”. It was in this context that the Panzerkampfwagen V “Panther” experienced its baptism of fire. A precursor of the modern MBT (Main Battle Tank), the “Panther” condensed the best of German war technology, but was not without flaws, including structural ones. Already in the last months of 1942, while the new Ausf.D version of the tank went into production, German engineers were designing the ‘Panther II’, a vehicle that was to replace the “Panther”, improving it in many respects. The course of the war and the limited possibilities of an already exhausted war industry forced the abandonment of this programme. At a meeting held at M.A.N. on 4 May 1943, a decision was made to discontinue the “Panther II” studies and incorporate them into the “Panther”.

In November 1944, Krupp submitted a series of proposals to Waffen Prüfen 6 to upgrade the armament of production tanks. The programme was called “Umbewaffnung der Panzer” (Re-arming the tanks). One of the projects presented by Krupp involved the “Jagdpanter”’, the tank destroyer on the hull of the “Panther” armed with the 8.8 cm Pak-43 L/71. Krupp proposed to re-equip the “Jagdpanther” with a 12.8 cm Pak-80 L/55. The project, known as “Jagdpanther II”, planned to place the bulky anti-tank gun in a casemate moved to the rear of the hull. This was intended to better distribute the weight of the vehicle and resulted in the positioning of the engine in the centre.  On 20 January 1945, the Waffen Prüfen 6 issued an opinion on the “Umbewaffnung der Panzer” imbued with common sense. Despite the fact that the hull of the “Panther” was judged to be able to bear the weight of the new weapon, the “Jagdpanther II” was rejected by the Waffen Prüfen 6. The “Jagdpanther” was in fact a very successful, well-balanced tank fighter, already armed with a high-performance gun. The “Jagdpanther II” would have brought no concrete benefits. On the contrary, it would have necessitated the production of a new hull and the operational performance of the vehicle would have been compromised by a weight of as much as 51 tonnes and a greatly reduced rate of fire due to the separation of the 12.8 cm projectile into two parts.

The above is a summary of the most reliable sources available to me, first and foremost the volumes Panzer Tracts no. 5-4 and 20-1. The facts show that, even assuming that the course of the war had been such that the “Jagdpanter” would have been upgraded, it would have used the hull of the “Panther” (Ausf. G and Ausf. F) as assumed by the “Umbewaffnung der Panzer” programme. Nevertheless, the idea that the “Jagdpanther II” would have been on the hull of the “Panther II” was widespread and consolidated, although the latter was an aborted project as early as 1943. The legend of the “Jagdpanther II” on a “Panther II” hull spread through the web and, reinforced by video games and inaccurate publications, materialised in the recent Amusing Hobby kit discussed in this article.

The contents of the assembly box look good thanks to a medium to high level of detail. Amusing Hobby, as in many other cases, offers enthusiasts an original and striking subject from which experienced modellers will certainly be able to draw an excellent model.

I personally believe that even merely designed vehicles can be transposed into historically accurate models. It will come as no surprise, therefore, to learn that I consider it essential to replace the lower hull proposed by Amusing Hobby with that of a “Panther”. The reasons are given above and the task is not impossible provided that an old ”Panther” kit is available to cannibalise.