7.5 cm. Pak 40 auf Raupenschlepper Ost – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

01 RSO Pak-40 Munster Panzer Museum

ITALIAN LANGUAGE

Nel momento in cui, sull’onda di quella “guerra preventiva” diventata tanto di moda ai giorni nostri, la Germania nazista decise nel 1941 di invadere la Russia sovietica, l’esercito tedesco si ritrovò a dover risolvere problemi titanici a cui non era assolutamente preparato. Fin da subito ebbero importanza preminente le problematiche logistiche e le difficoltà inerenti l’approvvigionamento delle unità al fronte. Compito tutt’altro che facile in un territorio privo di strade e soggetto a eventi climatici proibitivi come la neve e la Rasputitsa (il denso fango russo capace di immobilizzare qualunque veicolo ruotato). A seguito di tali necessità, l’industria bellica tedesca profuse ogni sforzo possibile nel tentativo di fornire veicoli che fossero in grado di trasportare materiali e trainare artiglierie nel corso di qualunque stagione che martoriasse il territorio russo. Come in molti altri casi, fu solo nel 1944 che questi nuovi materiali raggiunsero il fronte in numero significativo; fra essi è da annoverare il Raupenschlepper Ost o RSO.

L’RSO era un trattore cingolato appositamente concepito per operare sul fronte orientale (Ost Front). Proprio per “sopravvivere” in Russia, l’RSO aveva delle caratteristiche concepite allo scopo: treno interamente cingolato per muoversi su qualunque terreno, cingoli larghi per ridurre la pressione al suolo per cm2, cabina chiusa per proteggere l’equipaggio dal freddo e le intemperie, estensioni agganciabili alle maglie dei cingoli per limitare lo sprofondamento nella neve ed un ampio cassone posteriore nonché una buona potenza di traino per garantire al veicolo la massima polivalenza possibile. Il principale difetto dell’RSO era la velocità ridotta (circa 35 km/h) dovuta alla motorizzazione contenuta ed alla necessità di convogliare tutta la potenza disponibile nelle marce più basse così da permettere al veicolo di estrarsi da qualunque terreno. L’RSO era spartano, rozzo ed assemblato con numerose componenti derivate da veicoli già in uso. Per tutti questi motivi risultò assai riuscito, affidabile, robusto ed apprezzato dai militari. Ciononostante era un trattore a tal punto specializzato per il fronte orientale da risultare, come insegna la teoria evolutiva darwiniana, incapace di adattarsi appieno al di fuori del proprio habitat naturale. Poiché la logorata situazione bellica tedesca imponeva l’indiscriminato uso di tutto quanto disponibile, l’RSO fu utilizzato anche sul fronte occidentale dove solo eccezionalmente vi erano terreni e condizioni atmosferiche in cui l’RSO poteva esprimere pienamente il proprio potenziale. Nella maggioranza dei casi, fronte normanno in primis, esso risultata sotto potenziato e troppo lento venendo, quindi, surclassato dai normali semicingolati in servizio nella Wehrmacht.

L’RSO fu prodotto principalmente in quattro versioni. Le prime tre si distinguevano per la diversa forma della cabina di guida, la quarta (RSO/4), invece, fu l’unica ad essere destinata al combattimento. Poiché l’esercito tedesco si trovava a fronteggiare una massa apparentemente infinita di carri sovietici, si rese necessario aumentare le capacità dei reparti al fronte equipaggiando di cannoni anticarro tutti i veicoli in grado di diventare una piattaforma di tiro per gli stessi. Rendere semovente un cannone anticarro aveva anche il vantaggio di permettere a quest’ultimo di sottrarsi al fuoco di controbatteria con maggior facilità di quanto poteva fare un normale cannone al traino. Sono questi i principi alla base del concetto di Waffentrager che, applicati all’RSO, diedero vita alla versione equipaggiata col Pak-40 da 7.5cm. Questo esperimento si risolse in un fallimento. L’RSO si dimostrò una piattaforma di tiro instabile a causa dell’incapacità di ammortizzare adeguatamente il potente rinculo del Pak-40. Il veicolo era, inoltre, troppo lento e troppo alto per operare efficacemente al fronte. La scarsa corazzatura era, infine, incapace di proteggere adeguatamente i serventi. Di RSO/4 furono costruiti una sessantina di esemplari che, raggiunto il fronte nel 1944, furono ritirati dopo pochi mesi di impiego operativo.

L’esemplare custodito nel Deutsches Panzermuseum di Munster è in ottimo stato e, per quanto posso rilevare, completo di tutti i suoi componenti. Benché non me la senta di garantire che la struttura portante sia originale, il veicolo monta il telone che serviva a dissimulare l’arma che trasportava. Mezzo decisamente inusuale, questo RSO/4 impreziosisce la collezione museale e non può che essere di grande interesse per tutti i modellisti che volessero cimentarsi nel miglioramento dei kit disponibili sul mercato.

ENGLISH LANGUAGE

The vehicles collection belonging to the Panzermuseum of Munster, includes a RSO/4, a vehicle developed using the RSO (Raupenschlepper Ost) chassis and produced in 60 exemplars only. The original full tracked all terrains transport becomes a self-propelled anti-tank gun thanks to a powerful 7.5 cm Pak-40 installed on its platform. The RSO/4 is too high and slow for combat role so it was withdrawal from the front. The Munster RSO/4 is in good status and it is a great reference for any modeler that wants improve the kits available on the market.

FRENCH LANGUAGE

Dans la collection des véhicules qui sont conservés à l’intérieur du Panzermuseum de Munster, il y a un RSO/4, un véhicule développé sur le châssis du RSO (Raupenschlepper Ost) et construit en 60 exemplaires. L’engin the transport original fut transformé en canon automoteur avec le montage du 7.5 cm Pak-40 antichar sur sa plate-forme. Le RSO/4 fut jugé trop haut et lent pour être employé au combat et, donc, il fut retiré du service active. L’exemplaire de Munster est bien conservé et très utile aux maquettistes qui veulent améliorer les kits disponibles sur le marché.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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