“Batailles & Blindés” Hors-Série n°31 LEIBSTANDARTE, DAS REICH, TOTENKOPF – Les régiments blindés de la SS-Panzerwaffe

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Per chi è poco avvezzo alla storia militare della Seconda Guerra Mondiale ed alle sue numerose peculiarità, la nascita e lo sviluppo di quell’esercito nell’esercito che fu il corpo delle Waffen-SS è certamente un argomento sconosciuto o considerato secondario. In realtà, l’inesorabile ascesa del ramo puramente militare dell’ordine nero di Himmler fornisce non pochi elementi di straordinaria importanza per comprendere la Germania dell’epoca e la sempre più forte politicizzazione a cui furono sottoposte la società, il soldato e, con esso, la guerra stessa.

Le Waffen-SS nacquero delle Schutz-Staffeln, il corpo di guardia di Hitler e furono lo strumento con cui Himmler espanse il proprio potere anche in campo militare. Rappresentarono uno straordinario strumento bellico ma anche di propaganda grazie ai numerosi successi militari di cui (realmente o fittiziamente) furono protagoniste. Teoricamente composte da volontari provenienti da tutta Europa, le Waffen-SS crebbero in mezzi ed effettivi di anno in anno anche grazie al supporto della Wehrmacht, l’esercito regolare, con la quale non mancarono ragioni di attriti più o meno profondi. Il progressivo aumento numerico delle unità delle Waffen-SS ne diminuì inevitabilmente la qualità ed il valore militare ma le tre divisioni originarie (1. SS-Panzer-Division “Leibstandarte”, 2. SS-Panzer-Division “Das Reich” e 3. SS-Panzer-Division “Totenkopf”) rimasero sempre le migliori del corpo in questione. Costantemente in prima linea, coinvolti in tutte le principali operazioni militari del III Reich, spesso usati come unità mobili da spostare da una parte all’altra del fronte per risolvere situazioni disperate, i tre reggimenti corazzati appartenenti alle divisioni in questione sono oggetto del presente volume edito da Caraktère Sarl. Il volume ne tratta la storia a cominciare dall’inverno del 1942/43 in quanto fu proprio in tale periodo che le tre divisioni passarono dallo status di Panzergranadier Division a Panzer Division ampliando conseguentemente il proprio reggimento corazzato nonché acquisendo un Abteilung di carri Tiger I. Il libro, conseguentemente, tratta il loro ingaggio a partire dalla riconquista della città di Kharkov in Ucraina alla fine del 1942 fino alla fine della guerra passando per Kursk, la Normandia, le Ardenne, Budapest, etc.

Erano presenti tutte le migliori premesse per un accattivante reportage sulla storia operativa dei tre reggimenti corazzati in questione ma, a lettura effettuata, devo dire che il risultato è, a mio parere, molto deludente. Certamente la mole di materiale oggetto di possibile trattazione è troppo importante per poter essere efficacemente condensato in un volume di un centinaio di pagine ma le scelte con cui è stato redatto il testo sono agli antipodi delle mie aspettative. C’è modo e modo di redigere un riassunto. Personalmente avrei preferito fossero saltati alcuni eventi o periodi pur di poter leggere un testo ricco di aspetti ed esperienze umane e militari. Il volume in oggetto, invece, risulta più che altro un freddo rapporto sugli effettivi (numero di carri operativi ad una certa data con specifica di quelli in riparazione), sul numero di vittorie e sulle perdite fra i ranghi dei graduati più importanti. Il lettore ha, quindi, ben poco a cui aggrapparsi nel tentativo di essere coinvolto emotivamente dal testo proposto. Può anche essere interessante sapere che, in una certa data, un determinato capocarro ha distrutto con il suo Panzer un certo numero di carri avversari ma è inevitabilmente una nozione subito dimenticata in mancanza di un racconto capace di portare il lettore sul campo di battaglia e far vivere a quest’ultimo il fatto d’arme in oggetto.

Ne consegue che questo numero speciale della rivista “Batailles & Blindés” risulta discretamente noioso. Aiuta certamente ad avere un quadro complessivo delle operazioni militari dei tre reggimenti corazzati in oggetto ed illustra in via generale come essi, a discapito di effettivi sempre più ridotti, rimasero avversari formidabili fino alla fine della guerra. Gli score conseguiti in fatto di materiale avversario distrutto sono incredibili e probabilmente destinati a non ripetersi mai più nella storia. Furono essi, in quanto parte di un mostruoso ingranaggio, a consentire alla follia del III Reich di sopravvivere fino all’ultimo così come ad impedire all’orso sovietico di dilagare in Europa. Si tratta in ogni caso di un quadro troppo generale e didascalico per lasciare al lettore un qualunque ricordo di quanto letto. Sinceramente non consiglierei questo volume nemmeno ad un neofita in quanto è troppo alto il rischio che esso si annoi abbandonando sconsolato una materia che, raccontata da un punto di vista più personale, custodisce elementi molto interessanti.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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