PzKpfw. V “PANTHER” Ausf.A – Deutsches Panzermuseum Munster 2013

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ITALIAN LANGUAGE

Il Panzerkampfwagen V “Panther” è universalmente riconosciuto come il miglior carro armato della Seconda Guerra Mondiale. Sviluppato dall’industria bellica tedesca per replicare efficacemente al T-34 sovietico, rappresentò un salto tecnologico e concettuale così ben riuscito da ispirare fortemente tutto quanto sarebbe stato sviluppato nel dopoguerra. Ciò è giustificato dal fatto che il “Panther” è da ritenersi il primo MBT (Main Battle Tank). Con MBT si intende il carro armato incarnante l’equilibrio migliore fra gli elementi del trittico corazza-armamento-motorizzazione. Più tale rapporto si avvicina all’eccellenza, più il veicolo che lo incarna è dotato di una polivalenza in grado di offrire la supremazia tattica all’esercito che lo allinea fra le proprie file. In altre parole, il MBT è in grado di rispondere efficacemente ad una così ampia gamma di ruoli da limitare fortemente le tipologie di veicoli che un esercito deve schierare sul campo di battaglia per avere il controllo dello stesso.

Il “Panther” è il carro armato che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, più si avvicinò al moderno MBT senza, però, incarnarlo pienamente a causa di un cannone specializzato nella lotta anticarro e, conseguentemente, scarsamente efficace in un ruolo di supporto alla fanteria. Armato di un Kwk 42 (Kampfwagenkanone 42) da 7.5cm L70 (quest’ultimo è rapporto fra il calibro e la lunghezza della canna, quindi, essa era lunga 70 volte 75mm, pari a 5,25 metri), il “Panther” era espressamente concepito per la lotta anticarro, funzione di cui l’esercito tedesco aveva fortemente necessità essendo impegnata nel disperato tentativo di contenere le ondate apparentemente inesauribili di carri sovietici. Ruolo a cui il “Panther” rispondeva egregiamente grazie alle prestazioni balistiche del suo cannone abbinante ad eccellenti ottiche.

Il “Panther” fu, per tutta la Seconda Guerra Mondiale, un avversario assai temibile nonostante alcune insufficienze strutturali come il ridotto spessore delle corazze laterali, soprattutto in torretta (a cui avrebbe supplito la nuova Schmallturm del “PantherAusf.F), alcuni difetti di gioventù dei modelli Ausf.D ed A (quasi del tutto risolti con l’Ausf.G) e la carenza cronica di parti di ricambio e benzina che gravò sull’esercito tedesco a seguito del degradarsi della situazione bellica negli anni 1944 e 1945. Benché assai meno famoso del “Tiger I”, il “Panther” ispirò fortemente il design del “Tiger II” e, grazie alle sue linee eleganti ed ai successi militari di cui fu capace, è certamente uno dei carri tedeschi più apprezzati da parte degli appassionati del settore.

Penso le premesse di cui sopra siano sufficienti per comprendere l’importanza storica ed il valore militare del veicolo in questione. Quasi sempre presente, in almeno una delle sue varianti, in tutte le collezioni dei musei militari sparsi nel mondo, il “Panther” del Deutsches Panzermuseum di Munster è un modello Ausf.A molto particolare in quanto presenta una serie di dettagli e di accessori non normalmente visibili sui carri standard. Non mi dilungherò nell’elencarli tutti ma sono sicuro che un occhio esperto li coglierà senza particolari difficoltà. Cito solo a titolo di esempio: la fusione del collare del cannone con due sezioni circolari al loro interno, la lampada Notek posizionata sulla destra, le due paratie sul lato interno dei contenitori posteriori, etc. Non sono in grado di dire se ciò sia il risultato di una ricostruzione basata sull’uso fantasioso di pezzi provenienti da veicoli diversi oppure se si tratti un carro uscito di fabbrica con tali peculiarità.  In quest’ultimo caso, le sue stranezze potrebbero essere dovute all’uso del veicolo in questione come carro scuola, cosa non del tutto inverosimile in quanto il museo di Munster ha origine proprio da tale realtà. In ogni caso, val la pena notare che si tratta di un raro “Panther” destinato ai comandanti di battaglione e per questo dotato di radio supplementari che, internamente, imponevano la soppressione della MG coassiale per recuperare lo spazio necessario alle apparecchiature aggiuntive.

Devo essere onesto, il “Panther” del Deutsches Panzermuseum di Munster ha, a mio parere, troppe stranezze per dare ad un osservatore esperto l’emozione di contemplare un veicolo come se lo stesso fosse appena uscito da una foto d’epoca. Da questo punto di vista, pur restando uno splendido esemplare, ho nettamente preferito i “Panther” conservati nel Musée des Blindés di Saumur.

Segnalo, infine, la presenza a Munster di un Kwk 42 da 7.5cm L70 che, con tanto di collare del cannone, è appoggiato su un sostegno metallico. Ciò consente di ammirare anche i dettagli interni normalmente nascosti delle corazze della torretta.

ENGLISH LANGUAGE

The vehicles collection belonging to the Panzermuseum of Munster, includes a Panzerkampfwagen V “Panther” Ausf.A. The “Panther” was the best tank of WWII and it was the forefather of the modern Main Battle Tanks.  The Munster “Panther” is a command version of this tank and it has several not standard elements that could be due to its provenience from a tank school.

FRENCH LANGUAGE

Dans la collection des véhicules qui sont conservés à l’intérieur du Panzermuseum de Munster, il y a un Panzerkampfwagen V “Panther” Ausf.A. Le “Panther” fut le meilleur char de combat de la Deuxième Guerre Mondial et il fut l’ancêtre des Main Battle Tanks modernes. L’exemplaire de Munster est la version de command et il est doté de beaucoup de particuliers qui ne sont pas standard et qui peuvent trouver explication par l’usage de ce char comme véhicule-école.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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