“Le fana de l’Aviation” n° 530 – Janvier 2014

01 Le fana de l'aviation 530

Non sono un lettore abituale della rivista francese “Le fana de l’Aviation”, ciononostante non posso fare a meno di acquistare quei numeri che trattano argomenti a me particolarmente cari. Non potevo certo farmi mancare l’uscita in oggetto che dedica un’eccezionale copertina ad un articolo interno consacrato alla testimonianza di Willy Reschke, uno dei rari piloti della Luftwaffe che ebbero la fortuna di volare a bordo di uno dei pochi esemplari di Ta-152 entrati in servizio poco prima della fine della guerra. Ultima discendenza della nota famiglia dei Focke-Wulf 190, il Ta-152(chiamato così in onore del suo progettista, l’Ing. Kurt Tank) fu creato per l’intercettazione ad alta quota. Ciò lo dotò di una serie di caratteristiche (compresa l’impressionante apertura alare) che gli consentivano manovre impossibili per altri caccia. Come qualunque altro veicolo, nave o aereo entrato in servizio o anche solo progettato negli ultimi mesi del conflitto, il Ta-152 esercita su di me un fascino irresistibile e perciò non potevo certo perdermi la testimonianza di un pilota che volò su di esso.

La rivista è un contenitore per articoli legati alla storia dell’aeronautica in generale. Ne deriva che la decina di scrittial suo interno spaziano in ogni epoca e contesto storico con la conseguenza che non tutti sono di grandeattrattiva per chi, come me, si interessa ad un periodo particolare. Per quanto mi riguarda, l’attenzione è stata monopolizzata dall’articolo sul Ta-152 ma vi ho ritrovato anche un interessantissimo dossier sulle campagne di bombardamento notturno su Berlino ed un testo dedicato alle missioni antisommergibile dei primi idrovolanti durante la Prima Guerra Mondiale. Per quanto riguarda la testimonianza di Willy Reschke, il testo è molto ben scritto ed il lettore ha la possibilità di sentire sulla sua pelle le sensazioni provate entrando nella cabina di pilotaggio del caccia. Ciononostante non si tratta di un trattato enciclopedico. L’articolo occupa meno di otto pagine ampliamente illustrate in cui, ancora una volta, la realtà si dimostra molto diversa dalla finzione cinematografica. Non aspettatevi duelli aerei quotidiani a bordo del Ta-152 ma un racconto sobrio delle poche uscite che Willy Reschke fece col suo nuovo caccia. Fra esse si annovera la mancata intercettazione di un Mosquito per la rottura di un compressore ed un duello aereo in cui, da preda, diventò cacciatore contro tre Yak-5 sovietici.

Forse ancor più interessante è l’articolo sulla campagna di bombardamenti notturni su Berlino che impegnò l’aeronautica inglese dal novembre 1943 al marzo 1944. Si trattò di azioni volute e caldeggiate da Harris, comandante in capo del Bomber Command, con il preciso scopo di colpire la popolazione civile e costringere la Germania alla resa. Senza azzardare giudizi morali su tutto ciò, quello che mi ha veramente lasciato basito è il fatto che l’intera campagna è da considerarsi una costosa sconfitta subita dagli Inglesi. Le indiscriminate operazioni di bombardamento notturno volute da Harris nel periodo coinvolto (con aprile 1944 anche tali missioni ricaddero sotto il coordinamento di Eisenhower), pur generando danni considerevoli e provocando un gran numero di vittime e di sfollati, non solo non raggiunsero l’obiettivo di far capitolare la Germania ma furono pagate con un numero altissimo di abbattimenti e di usura di mezzi e uomini. Se parte importante in questo risultato ebbero le difese antiaeree terrestri, ruolo principale fu rivestito dalla caccia notturna tedesca che, particolarmente efficace e risoluta, si accaparrò i due terzi dei 1.128 bombardieri (“Lancaster”, “Halifax”, “Stirling” e “Moquito”) abbattuti.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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