“Aero-Journal ” Hors-Série n°8 e 9 LES JETS DE LA SECONDE GUERRE MONDIALE

AJ 8 e 9 cover

Nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, credo che molto difficilmente possa essere individuato un soggetto più affascinante di quello che concerne lo sviluppo e impiego degli aerei a reazione. La materia è decisamente complessa e ha suo fulcro proprio nei due temi appena accennati e non fra loro coincidenti. Le nazioni belligeranti, infatti, svilupparono un gran numero di aerei a reazione nel tentativo di individuare le formule più efficaci in questo campo completamente nuovo ma furono solo tre gli aerei che, nel corso del conflitto, conobbero l’effettivo impiego in combattimento. Questi tre velivoli appartennero tutti alla Luftwaffe e furono l’Arado 234 “Blitz”, il Me-163 “Komet” e il Me-262 “Schwalbea cui si dovrebbe aggiungere anche l’He-162 “Spatz” benché non si abbiano ancora prove assolutamente certe di avvenuti scontri aerei in cui quest’ultimo ebbe parte.

Non tenterò in questa sede di parlare di tutti i temi affrontati dai due tomi in questione. Ci tengo a segnalare che, molto saggiamente, la questione dello sviluppo e quella dell’impiego operativo sono trattati separatamente. Il primo tomo, Hors-Série n°8, si occupa di tutti gli aspetti più meramente tecnici dei velivoli il cui sviluppo si dilungò nel corso della Seconda Guerra Mondiale in seno a ciascun belligerante. Per evitare inutili divagazioni, vengono trattati i progetti che portarono alla costruzione di almeno un prototipo di cui vengono, ove possibile, descritti i test di volo a cui furono sottoposti. Particolare attenzione è offerta al “Meteor” inglese che, nonostante non si scontrò mai con alcun caccia tedesco, fu comunque usato per intercettare le bombe volanti V1 e, sul finire della guerra, dislocato nel teatro operativo dell’Europa continentale. Il secondo tomo, Hors-Série n°8, offre un quadro dettagliato dell’impiego operativo dei velivoli della Luftwaffe che furono usati in combattimento nel corso della guerra. Per il lettore meno “tecnico”, è certamente questo il volume dalla lettura più interessante. Per quanto mi riguarda, avrei preferito un maggior numero di testimonianze dirette da parte dei piloti ma esse non mancano ed arricchiscono un testo estremamente preciso ed accurato. Purtroppo non tutto è approfondito come avrei voluto. Nella descrizione della storia operativa del Me-262, ad esempio, è lasciato pochissimo spazio allo squadrone di caccia notturna (un vero peccato soprattutto considerando che, dato l’esiguo numero di velivoli, fu uno di quelli con il maggior tasso di successi); egualmente è quasi del tutto ignorato quanto concerne l’esemplare di Me 262A-1a/U4 “Pulkzerstörer” armato di MK-214 da 5 cm. Queste mie personali critiche non devono però offuscare un testo molto ben scritto che, seppur a volte celere su alcuni temi ed in altri lezioso su informazioni a mio parere secondarie, non perde mai il quadro d’insieme per una valutazione precisa dell’aereo trattato. Se l’Arado 234 “Blitz” è promosso a pieni voti (pur nella sua natura di ricognitore/bombardiere), il Me-163 “Komet” è (giustamente) relegato a velivolo da record dall’impatto militare inconsistente e per l’He-162 “Spatz” non siano possibili approfondimenti precisi sull’efficacia in combattimento (benché vi siano numerosi aspetti che possano farlo considerare superiore al Me-262 nel puro dogfight), è con il Me-262 “Schwalbe” che il volume in questione raggiunge il suo apice. Di quest’ultimo, straordinario velivolo vengono portati alla luce pregi e difetti con un’attenzione particolare a tutta quella serie di fattori che ne condizionarono l’impiego e l’efficacia in combattimento. Il Me-262 “Schwalbe” fu un aereo così innovativo da necessitare tecniche di pilotaggio e strategie di ingaggio ad hoc. Nella realtà dei fatti, il Me-262 fece da spartiacque fra quanto ormai destinato al passato e quanto proiettato nel futuro.  Non deve stupire se la Luftwaffe impiegò un anno intero a comprendere di non poter considerare il Me-262 come un velivolo convenzionale dotato di un nuovo tipo di motore, bensì come un vera rivoluzione da gestire come tale. Fu un anno importante ma anche un lungo periodo di tempo che la Germania non poteva più permettersi. Leggendo il tomo in questione si evince chiaramente come i frutti di tale balzo nel futuro arrivarono troppo tardi per il III Reich al collasso (fu negli ultimissimi mesi di guerra che il Me-262 divenne veramente letale) ma furono essenziali agli Alleati per recuperare il divario accumulato e dotarsi di jet efficaci già nel corso della guerra di Corea.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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