Trucks & Tank Magazine n.50 – Juliet/Aout 2015

 

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Il numero in oggetto della rivista francese “Trucks & Tank” è incentrato su un articolo dedicato ai Waffentrager. A partire dal 1944, l’industria bellica tedesca avviò un serio ripensamento dell’intera struttura produttiva allo scopo di razionalizzare i processi e standardizzare il più possibile la componentistica dei veicoli che, a partire dal 1946, avrebbero soppiantato quelli in servizio. Emblematica in questo senso è la serie E (Entwicklung), meno noti sono i Waffentrager, piattaforme cingolate destinate a rendere semoventi una gran varietà di sistemi d’arma.

Consentire ad armamenti comunemente statici di muoversi autonomamente comporta un vantaggio tattico di grandissima importanza. Basti pensare che nel 1943 l’esercito tedesco perse un Pak-40 ogni tre in servizio, nel 1944, a causa del rapporto di forse sempre più a favore degli eserciti avversari, ne furono distrutti tre su quattro. Perdite dovute al fatto che i cannoni al traino non potevano essere spostati rapidamente comportandone la quasi certa distruzione non appena il primo sparo ne rilevava la presenza. I Waffentrager avrebbero permesso il rapido spostamento del pezzo evitando l’accerchiamento ed il fuoco di controbatteria. Rapidità che non sarebbe stata possibile per un arma statica essendo necessari tempi lunghi sia per la messa in assetto di trasporto che per l’aggancio ad un apposito veicolo da traino.  Al contrario, i Waffentrager avrebbero potuto allontanarsi velocemente dalle aree divenute pericolose aumentando esponenzialmente le probabilità di salvare il cannone ed i serventi. Tale capacità era divenuta essenziale per la Germania dato il forte deperimento delle capacità militari della Wehrmacht a fronte del costante aumento del numero di mezzi corazzati avversari. I Waffentrager avrebbero avuto un ruolo talmente importante nelle future forze armate tedesche che, già nel modello di Panzerdivision elaborato per il 1945, era previsto sostituissero tutti gli armamenti al traino. Su queste basi, l’articolo in questione tratta i progetti realizzati dalle industrie coinvolte che, tutti armati dall’eccellente cannone anticarro Pak-43 da 8.8 cm., furono i seguenti: Ardelt-Rheinmetall, Steyr e Ardelt-Krupp. Di questi sono date le caratteristiche tecniche, i risultati delle valutazioni dei prototipi e, quando disponibili, le informazioni sull’uso in combattimento.

La rivista propone altresì un interessante articolo sui carri pesanti multi torretta giapponesi, una disanima sul nuovo MBT russo, una serie di interessanti profili sui carri personali di Rudolf Von Ribbentrop, un breve trattato sullo Jagdpanzer E-100 ed il comparativo fra il Wespe ed il Priest.

Nel complesso lo giudico un ottimo numero di “Trucks & Tank” a patto, come sempre, che sussista un interesse per gli argomenti trattati.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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