ASAKUSA – IL QUARTIERE DI SEGRETI E TRADIZIONI

29 Asakusa

Come ho già avuto modo di dire, ho trascorso i miei dieci giorni di vacanza a Tokyo nell’APA Hotel del quartiere di Asakusa. A seguito di questa esperienza mi sento di consigliare vivamente questa zona della capitale giapponese che si trova a nord-est della parte centrale di Tokyo.

E’ estremamente facile raggiungere ogni parte della città partendo da Asakusa soprattutto grazie alle linee della metropolitana che l’attraversano. Il mio albergo, in particolare, si trova fra la fermata di Asakusa, capolinea della Linea Ginza nonché fermata della Linea Asakusa, e quella di Kuramae sulla Linea Oedo e Asakusa. Non ho avuto, perciò, alcuna difficoltà a raggiungere ogni angolo di Tokyo e, soprattutto, a rientrare in hotel. Un solo consiglio mi viene spontaneo: memorizzate quanto prima che la pronuncia di Asakusa è “Asaxsa” a pena l’incomprensione ed il panico del malcapitato a cui doveste chiedere indicazioni sulla via da percorrere per ritornare in hotel. Si tratta di una delle tante “stranezze” della lingua nipponica e che, anche da noi, ha portato all’errata ma ormai consolidata lettura di “Asuka” invece di “Axsa” per il nome del noto pilota dell’EVA-02 della serie animata “Neon Genesis Evangelion”.

Il quartiere di Asakusa è anche estremamente prossimo ad alcune delle principali attrattive di Tokyo fra cui il Parco di Ueno, Akiahabara ed il Tokyo Sky Tree. Se ciò non bastasse, al suo interno è presente il complesso del tempio di Sensoji ed è attraversato dal fiume Sumida che consente interessanti gite in battello. Quello che, a mio parere, rende Asakusa unico nel suo genere è la natura di quartiere “storico” di Tokyo. Ovviamente si tratta di un termine dal significato difficilmente comparabile a quello usato da noi Italiani che, assai privilegiati sul tema, avremmo difficoltà a collegarlo ad edifici per lo più del dopoguerra. Ciononostante Tokyo è una realtà a parte, la cui modernità in continuo rinnovamento permette di definire tradizionale anche un quartiere come quello di Asakusa.  Ne consegue che chi, come me, non è alla ricerca degli aspetti più futuristici e psichedelici della capitale nipponica bensì del suo lato più nascosto e legato alla cultura giapponese, troverà in Asakusa quanto di più prossimo Tokyo offra sull’argomento.

Senza dilungarmi troppo in inutili commenti, mostro qui di seguito alcune foto scattate nelle vie di Asakusa, in particolar modo intorno al tempio Sensoji dove vi è un gran numero di locali e di negozi dedicati ai prodotti più vari e che non mancano di attirare i clienti con insegne di ogni tipo. Penso alcuni scorci sembrino direttamente presi da un manga mentre il fascino degli ideogrammi sia così forte che ogni negozio pare un’opera d’arte.

Restando in argomento, ad Asakusa è presente un museo al cui esterno sono riprodotte le impronte delle mani dei più noti pittori di ideogrammi. Non ho avuto occasione di entrarci ma penso sia un’istituzione molto sentita dal popolo giapponese considerando che erano anche stati lasciati dei fiori presso l’impronta di un artista (suppongo) recentemente deceduto.

Per le vie del quartiere non mancano incontri inaspettati! Ho scoperto in un vicolo, collocati uno di fronte all’altro, due altarini dedicati ai Tanuki (una specie di procione asiatico). Sapevo della credenza popolare secondo cui i Tanuki sarebbero in grado di trasformarsi ma non pensavo fossero oggetto di una sorta di venerazione. Sicuramente ho potuto costatare la convinzione secondo cui i Tanuki portino fortuna. La cosa mi è stata confermata dalle persone che non lesinavano carezze alle due simpatiche statuine. La cosa più divertente è che ci sono Tanuki “a tema”! Immagino che gli studenti prossimi ad esami o alla laurea, possano rivolgersi fiduciosi al serioso Tanuki in tenuta da neo-laureato custodito in uno dei due altarini. A fargli da contraltare, posto di fronte ad esso, l’altro Tanuki è, invece, in godereccia tenuta da festaiolo. Inutile dire che io ho dato grandi carezze a quest’ultimo!

Estremamente vivace ed interessante è il mercato coperto che si estende sul lato sinistro del tempio Sensoji. Qui non mancano bancarelle e negozi con solerti commessi che pubblicizzano la loro merce. Considerando vari aspetti, non escluderei trattarsi di un mercato con una lunga storia alle spalle. Certamente è dotato di una mascotte puccettosa che, vestita con abiti tradizionali, svetta non solo sui cartelloni ma si aggira anche per il mercato. Il peluche coniglioso era circondato da un fedele seguito di aguzzini che, senza alcuna pietà, lo davano in pasto a turisti e bambini desiderosi di una foto con lui.

Pur non essendo un esperto e non potendo giudicare sul reale valore storico di quanto esposto nelle vetrine, particolarmente interessante ed originale è un negozio di Katane e altri oggetti correlati al medioevo giapponese presente nel mercato. Mi sono profuso in fotografie soprattutto per raccogliere materiale utile nel caso mi dedicassi in futuro alla realizzazione di una figure sul genere di “Kiriko“.

Infine, ci tengo a render noto che l’hotel in cui ho alloggiato è a pochi passi dalla sede della Bandai, noto colosso giapponese produttore di innumerevoli kit fra cui spiccano tutti quelli dedicati alla saga di “Gundam”. I casi della vita sono proprio imprevedibili! Come intuibile, la vetrina principale era dedicata a “Sailor Moon Crystal”, remake della famosa serie che sta attualmente spopolando in Giappone.

Sperando che quanto sopra vi abbia interessato, vi anticipo che il prossimo articolo sarà dedicato alle numerose meraviglie del tempio Sensoji.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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3 risposte a ASAKUSA – IL QUARTIERE DI SEGRETI E TRADIZIONI

  1. Aeolia ha detto:

    Ti confermo che I tanuki possono trasformarsi secondo la leggenda, usano una sorta di medium per la trasformazione: una foglia che si mettono sul capo.

    Interessante che lo studio Ghibli (fondato da Miyazaki) abbia fatto un film (tratto da un racconto), Pom Poko, dedicato a queste creature dalle fantomatiche abilità.

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    • Andrea ha detto:

      PomPoko non l’ho ancora visto. E’ noto come Miyazaki e Takahata non siano mai scesi a patti con il mercato internazionale e tutti i loro lavori siano (per fortuna) profondamente “giapponesi”. Direi che questo vale per tutto lo Studio Ghibli ma non mi stupirebbe se proprio Pompoko sia il film più legato al folklore nipponico. Nel bene e nel male perché suppongo ciò crei qualche seria difficoltà di comprensione della storia. 🙂

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  2. manaokana ha detto:

    complimenti per questi scatti. davvero meravigliosi ed evocativi.
    in questo quartiere avevo acquistato un paio di souvenir per la famiglia (saké e una lanterna rossa con la scritta “udon”). entrambi sono stati molto apprezzati.
    ai miei occhi erano invece sfuggiti il museo dedicato allo shodo (arte della calligrafia) e quell’incredibile esibizione di katane e cimeli medievali.
    Hai visitato anche Bandai?
    a tal proposito un personalissimo grazie per la foto che immortala la combattente che veste alla marinaretta^^

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