Cowboy BePop locandina

Nei giorni compresi fra il 2 ed il 4 marzo 2015, è tornato nei cinema italiani il film di “Cowboy Bepop” su iniziativa di vari soggetti fra cui Woovie Nights (www.woovie.it). Non mi sono chiarissime le ragioni che hanno giustificato questo nuovo passaggio nelle sale di un film datato 2001 e che, anni fa, aveva già goduto sia di una distribuzione italiana a livello cinematografico (ero presente anche in tale circostanza) sia di varie edizioni in home video. Si tratta, quindi, di un film notissimo agli appassionati di animazione giapponese, disponibile da tempo su ogni tipo di supporto e, quindi, ben lungi dall’essere una novità. Escludo, conseguentemente, che questa nuova proiezione nei cinema sia stata un successo commerciale (nella sala dove mi sono recato con un amico non c’erano più di una trentina di spettatori) ma resta un’iniziativa più che lodevole perché il film in questione è un vero e proprio capolavoro che, oggi come ai tempi della sua realizzazione, è in grado di far impallidire le migliori pellicole hollywoodiane.

Se non bastasse il fatto di essere il lungometraggio tratto dalla omonima serie animata di 26 episodi che ha fatto epoca e che ancora oggi è additata come uno dei migliori prodotti realizzati dall’animazione nipponica, questo film, creato dallo stesso staff impegnato nella serie televisiva, rasenta la perfezione sotto infiniti punti di vista. L’ambientazione futuristica dalle contaminazioni retrò è semplicemente geniale, i personaggi, tutti estremamente vivi e realistici, sono splendidamente caratterizzati, le musiche sono indimenticabili grazie ad un originale miscuglio fra il genere Country e Blues, la storia è coinvolgente e molto ben raccontata con un lento ma efficace dipanarsi di ogni tassello che completa il mosaico finale del racconto. A tutto questo si aggiunge un avversario che è fra i più convincenti ed affascinanti mai realizzati. Esprimendo questo giudizio, non mi riferisco al solo mondo dell’animazione e chiunque sia interessato ai complessi meccanismi insiti nell’arte di raccontare storie, sa bene quanto sia essenziale un anti-eroe con tali caratteristiche.

Tecnicamente parlando, “Cowboy Bepop – The Movie” può, in alcuni passaggi, mostrate i suoi quindici anni di età ma resta ancora oggi meravigliosamente contraddistinto da una animazione fluida, dai disegni realistici e dai colori caldi e di grande atmosfera. Pur non rivaleggiando con i prodotti in computer grafica con i quali la macchina cinematografica americana ci ha invaso negli ultimi anni, a mio parere, dimostra come l’animazione disegnata in modo tradizionale ed accompagnata da un sapiente e non invasivo uso della grafica digitale abbia un fascino inarrivabile e nettamente superiore a quella dei vari “Shreck” e compagnia. Resto convinto che gli studi giapponesi dovrebbero prendere ad esempio pellicole come quella in oggetto e proseguire sulla strada da loro stessi tracciata piuttosto che tentare di scimmiottare gli Americani con prodotti discutibili o nettamente scadenti come i recenti film dedicati a “Capitan Harlock” o ai “Cavalieri dello Zodiaco”.

“Cowboy Bepop – The Movie” non è esente da difetti (penso, ad esempio, che la scena finale sia un po’ troppo frettolosa) ma resta da vedere e rivedere nonché assolutamente imperdibile, soprattutto quando ne viene offerta la fruibilità sul grande schermo (adattamento e doppiaggio è il medesimo dell’edizione già circolata in Italia).

Concludo rilevando che il film è piaciuto molto anche all’amico che ho trascinato con me in sala. Questo nonostante non sia particolarmente interessato all’animazione in generale. Penso questo sia un segno oggettivo sulla qualità del prodotto e dimostri essere un’importante virtù avere un’apertura mentale tale da non considerare a priori un’opera d’animazione come un prodotto necessariamente per bambini idioti.

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