“SCUSATE SE ESISTO” di Riccardo Milani

Per una serie di fortuite circostanze, mi è capitato di vedere il citato film italiano che, uscito recentemente nei cinema, ha voluto probabilmente approfittare del periodo di disponibilità di spazi nella programmazione delle sale prima dell’avvento dell’ingombrante nulla cosmico dei cinepanettoni natalizi. Il film, interpretato dalla sempre più poliedrica Paola Cortellesi e da Raoul Bova in un ruolo decisamente a lui inusuale, mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi ed ha una storia col raro pregio di toccare numerosi nervi scoperti caratteristici del deplorevole pantano in cui è affondato il nostro bel paese. Non entrerò nei dettagli di una trama che chiunque può tranquillamente leggere in rete, mi limiterò a dire che sono trattati con notevole incisività temi dolorosi come il consumo di territorio, la speculazione immobiliare, la desolazione di periferie abbandonate, lo sfregio delle bellezze italiche, il clientelismo, il servilismo, il maschilismo, l’omofobia, l’ottusità e l’impreparazione della classe “dirigente”, la mancanza di opportunità rispetto all’estero, la criminalità giovanile, l’ideologia dedita al profitto più rapace e molto altro.

Insomma, non manca certo la materia necessaria per un film dallo stampo brillante ma di forte denuncia.

La pellicola, però, a mio parere non è pienamente riuscita. Non credo che questo sia dovuto né all’interpretazione degli attori né al lavoro di regista e sceneggiatori; penso, invece, che nefaste siano state le imposizioni dei produttori e/o dei distributori. Parlo, ovviamente, sulla base di intuito e di considerazioni del tutto personali ma l’idea che mi sono fatto è che sia stato ordinato agli autori del film di aggiungere una verve smaccatamente comica che originariamente non era prevista. Sull’onda della convinzione per cui un film italiano, se vuole incassare, deve “fà ridde” per compiacere la presunta frivolezza del grande pubblico, si è voluto esagerare quella vena brillante già intelligentemente scelta dagli autori per veicolare al meglio i messaggi presenti nella storia. I risultati di ciò si notano per tutta la durata della pellicola e risultano prima di tutto in un numero sconsideratamente alto di faccine simpatiche a cui è stata costretta Paola Cortellesi. Tale bulimia di espressioni estremizzate, nonostante l’impegno dell’attrice, stufano presto e cozzano rapidamente con le difficoltà affrontate dal personaggio. Anche Raoul Bova non è esente da tali compiti soprattutto al momento di enfatizzarne il ruolo prima di bellone e poi di omosessuale.

Tutto ciò ha l’inevitabile effetto di lasciare il film in bilico fra genere comico pseudo-natalizio e commedia di denuncia votata ai magistrali esempi del cinema italiano del dopoguerra.

Sono convinto che “Scusate se esisto” sia meritevole di essere visto ed apprezzato (soprattutto considerando cosa normalmente viene realizzato dal cinema nostrano) ma resta il rammarico di un’occasione mancata.  A mio parere avrebbe potuto essere un ottimo film, forse anche un capolavoro per le carriere di tutti coloro che vi hanno lavorato, ma scelte troppo commerciali ne hanno purtroppo compromesso la riuscita.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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