FAIMARATHON – 12 ottobre 2014

PIAZZE VISIBILI E PIAZZE INVISIBILI – MILANO

Domenica scorsa ho partecipato alla FaiMarathon organizzata a Milano dal Fondo Ambiente Italiano per il terzo anno consecutivo (http://faimarathon.it/marathons/155). Ne ho anche approfittato per iscrivermi al FAI, iniziativa che mi ripromettevo da tanto tempo ed a cui ho finalmente adempiuto usufruendo anche dello speciale sconto offerto in concomitanza dell’iniziativa.

Il percorso proposto quest’anno ha avuto, quale tema portante, le piazze intese come luoghi di ritrovo e di scambio commerciale e culturale. Ha riguardato piazze note e meno note ma soprattutto quelle nascoste perché normalmente non accessibili al pubblico o semplicemente in quanto sconosciute. Fra quest’ultime risaltano le gallerie, spesso ignote ma, in città fredde e piovose come Milano, essenziali per consentire alle persone di ritrovarsi in luoghi protetti dalle intemperie.

L’organizzazione proposta dal Fai, con l’utilizzo di encomiabili volontari, ha visto Largo Augusto quale punto di partenza del percorso organizzato in quattordici tappe e lungo circa quattro chilometri. Fatta la registrazione o consegnati i moduli di iscrizione on line presso i chioschi preposti, i partecipanti hanno ricevuto un simpatico kit contenente, fra gli altri omaggi, la mappa del percorso e una pettorina arancione per distinguersi nella massa. In ogni singola tappa erano presenti i ciceroni del FAI che, creando di volta in volta diversi gruppi di partecipanti, spiegavano e raccontavano le particolarità e i dettagli storici del luogo coinvolto. Questo sistema privante di una guida fissa per tutto il percorso, ha avuto l’indubbio vantaggio di dare ad ogni partecipante la libertà di gestire le tempistiche del cammino, con la possibilità di fermarsi a sua discrezionalità per visite aggiuntive, approfondimenti o semplicemente per deviazioni meno culturali ma più goderecce (nel mio caso, focacce e dolcetti vari da Princi di Via Torino).

Nei fatti, dedicarsi a tutte le quattordici tappe ha necessitato l’intera giornata (dalle 10:00 del mattino alle 18:00 del pomeriggio) ma ne è valsa la pena e io, nonché gli altri tre amici con cui ho vissuto l’esperienza, siamo rimasti molto soddisfatti della visita nel suo complesso.

Non starò a raccontare ogni singola tappa che è possibile visualizzare, con tanto di descrizione, nel sito internet sopra riportato. Mi limiterò a citare quanto mi ha più colpito ed interessato.

Prima di tutto non ero assolutamente a conoscenza dell’ossario presente nella chiesa di San Bernardino in piazza Santo Stefano; luogo decisamente intrigante grazie al contrasto offerto dalle preziosi decorazioni che circondano le ossa raccolte nel cimitero collocato dove oggi sorge la chiesa. La basilica di Santo Stefano, lì a fianco, merita anch’essa una visita ed era, come la precedente, animata da messe (anche cantate)  recitate per le comunità di fedeli filippini (San Bernardino) e latinoamericani (Santo Stefano) residenti a Milano. Emblematico è il fatto che, durante i miei anni di studio all’Università Statale di Milano, sarò passato di lì migliaia di volte senza sapere nulla di tutto ciò.

Raggiunta Piazza Fontana ed il successivo palazzo cinquecentesco del Capitano di Giustizia (ove oggi vi è la sede dei vigili urbani), è stato interessante scoprire che il monumento a Cesare Beccaria (paladino settecentesco per l’abolizione della pena capitale e la distinzione fra reato e peccato) fu eretto nell’omonima piazza proprio a dar sprezzantemente spalle all’angolo del palazzo ove vi erano gli alloggi del boia incaricato di eseguire le sentenze di morte. Regolarmente lego la bicicletta proprio alle spalle del monumento e non mancherò di ricordarmi quanto raccontato dalla guida.

Molto interessante è stata la visita al cortile di casa Grifi, famiglia di importanti mercanti quattrocenteschi che realizzarono per la loro abitazione un porticato su tre lati con colonne di granito raffiguranti il grifo rampante (simbolo della loro casata) sui capitelli ed intervallate da profili di imperatori romani nonché, grande particolarità, teste degli stessi negli angoli. Il soffitto del porticato è decorato con motivi di fantasia ispirati alla Domus Aurea. Casa Grifi è un originale ibrido di grande fascino. L’edificio originale quattrocentesco venne successivamente rialzato nello stile tipicamente meneghino delle case a ringhiera. Ne deriva una combinazione di stili e di vocazioni utilistiche che non potrebbero essere più tipicamente milanesi.

L’ottava tappa dedicata ai resti del Foro Romano è stata assai utile per scoprire la Biblioteca Ambrosiana che meriterà sicuramente una visita futura a lei interamente dedicata.

Piazza Affari si distingue nettamente dal resto della città per due elementi caratteristici: lo stile fascista degli edifici che vi si affacciano e la scultura di Catellan che vi è stata eretta e raffigurante un dito medio. Inevitabilmente l’intera area è monopolizzata dalla scultura che ha sollevato molte polemiche e che esprime inequivocabilmente il disprezzo dell’artista verso il mondo della finanza ed il Fascismo. Quello che mi ha più sorpreso, dimostrando come l’Arte Moderna (ben fatta ed ideata) necessiti un’attività interpretativa non indifferente, è che la scultura non è una mano col dito medio alzato bensì il gesto del saluto fascista che una ironica forza erosiva ha privato delle altre quattro dita.

A pochi passi da Piazza Affari si trova, ignorata da tutti, Galleria Meravigli, voluta dall’omonima famiglia di ricchi commercianti di origine popolare che fu protagonista di una scalata sociale che li portò ad accedere all’aristocrazia milanese. La galleria, a differenza di esempi ben più noti, non ha subito rifacimenti ed è integralmente originale sia nei sorprendentemente moderni disegni a mosaico del pavimento, sia per quanto concerne la copertura a volta in metallo e vetro. Simbolo evidente di una classe dirigente milanese desiderosa di un luogo di ritrovo vivibile in qualunque periodo dell’anno, la Galleria Meravigli permette al visitatore di fare un vero e proprio salto a ritroso nel tempo.

Palazzo Carmagnola si affaccia su Viale Dante ed è attuale sede del Piccolo Teatro. Anche in questo caso non ero al corrente che, superato il portone di ingresso, si accede ad un ampio cortile con un bel portico su un lato. L’edifico è adibito alle attività del teatro ma non mancano offerte al pubblico finalizzate a permettere alla cittadinanza di vivere lo spazio coinvolto. Oltre ad una libreria, è presente anche il Caffè Letterario i cui tavoli all’aperto occupano il cortile. Sembrano prestarsi molto bene a qualche minuto di relax lontano dal caos cittadino perciò, dopo questa scoperta, non mancherò di fermarmi durante uno dei miei giri in bicicletta.

A conclusione dei questo breve resoconto, ringrazio di cuore Alice, Tiziana e Gianpaolo per la bella giornata trascorsa insieme.

 

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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