ROMA & APPIA ANTICA IN BICI

Il secondo week-end di questo aprile 2014, ho soggiornato a Roma allo scopo di far visita a degli amici ciclisti della capitale e non ho potuto che cercare di sfruttare al meglio l’occasione anche grazie al preziosissimo supporto offerto dalla insostituibile Federica che, con encomiabile entusiasmo, mi ha fatto da badante per tutto il tempo del mio soggiorno in città.

Sono partito venerdì 11 aprile con Italo da Porta Garibaldi, sfruttando la comodità offerta dal Passante Ferroviario che mi ha portato direttamente in stazione senza bisogno di usare altri mezzi di trasporto. Il viaggio con Italo è stato, come la volta precedente di ottobre 2013, estremamente confortevole e sono arrivato a Stazione Tiburtina perfettamente in orario. Come in passato, ho preferito prenotare un B&B raggiungibile a piedi e prossimo alla fermata della metro di Bologna piuttosto che alloggiare in una zona più centrale ma da raggiungere portandosi la valigia in metropolitana. Si tratta quest’ultima di una scelta puramente personale, per quanto mi riguarda trovo più proficuo evitare lunghi percorsi gravato dai bagagli  sebbene ciò imponga l’uso quotidiano della metropolitana per raggiungere il centro.

Appena preso possesso della stanza e liberato dai bagagli, mi sono subito diretto in centro ove sono, ovviamente, tornato più volte nel corso del week-end. Non tedierò nessuno raccontando nel dettaglio i luoghi ove sono passato in quanto ogni angolo di Roma è tanto famoso quanto degno di nota. Mi limiterò solo a mostrare qui sotto alcune delle foto che ritengo più belle fra quelle scattate nel corso di lunghe ma piacevoli passeggiate.

Il cuore pulsante del week end in oggetto è stata una visita al Parco Regionale dell’Appia Antica (http://www.parcoappiaantica.it) creato a tutela del tratto di quest’ultima più prossimo alla capitale.

Quest’occasione non poteva vedere me e Federica privi di bicicletta ed infatti ci siano uniti ad un gruppo organizzato che, con una archeologa come guida, ha percorso con bici a noleggio il tratto iniziale di circa dieci chilometri incluso nel parco (http://www.romatoday.it/eventi/visite-guidate/visite-guidate-di-primavera-alla-scoperta-della-regina-di-tutte-le-strade-la-via-appia-antica-a-piedi-e-in-bicicletta-2125524.html).

L’ Appia Antica fu costruita fra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo e, passando attraverso la Campania, collegava Roma a Brindisi. Si tratta di un percorso di un fascino  indiscutibile che, a mio parere, si coglie con particolare efficacia proprio in bicicletta. Aggiungendosi a tutto ciò il supporto prezioso di una guida in grado di raccontare la storia nascosta nei numerosi monumenti che costellano l’Appia Antica, è facile comprendere come l’esperienza sia stata veramente appagante ed estremamente piacevole. Si pedala, infatti, in una bellissima campagna romana circondati da antichi monumenti e con la netta sensazione di essere tornati indietro nel tempo.

Ci è stato spiegato che l’Appia Antica non era solo un’importantissima via di collegamento con il sud Italia ma anche una vetrina per le ricche famiglie romane che, edificando lungo il suo percorso, sontuose tombe e mausolei, celebravano la loro importanza comunicandola a tutti i viaggiatori in arrivo. Inutile aggiungere che nel corso dei secoli tali antichi edifici sono stati depredati in ogni modo non solo da tombaroli in cerca di tesori ma anche e soprattutto allo scopo di recuperare materiali per l’edificazione di nuove costruzioni in città. Ciò che resta, quindi, è l’ombra di quanto fu ma non per questo è meno ricco di fascino e suggestioni.

Nello specifico, abbiamo visitato la tomba di Cecilia Metella del I sec a.C. accedendo all’interno tramite l’edificio costruito a fianco nel XIX secolo che usava la tomba stessa per conservarvi caciotte.

La Tomba di Priscilla del I sec d.C. e  il Circo privato dell’Imperatore Massenzio (306-321 d.C.) che, costruito nel parco della propria villa, avrebbe accolto gare di bighe.

Il Castello dei Caetani (1300 d.C.) usato anche per imporre dazi alle merci in entrata a Roma

e le terme private del filosofo Erode Attico (Villa Capo di Bove, II sec. d.C.).

Appia 13

Personalmente non posso che consigliare vivamente a tutti di concedersi una visita al parco possibilmente con le stesse modalità con cui l’abbiamo svolta noi. L’esperienza è davvero meritevole e spero sinceramente di ripeterla in futuro percorrendo l’intero tratto dell’Appia Antica incluso nel parco.

Tutto quanto sopra non è, però, esente da difetti. L’Appia Antica è ancora aperta al traffico nonostante sia giustamente tutelata dal parco omonimo e benché, almeno nel fine settimana, la circolazione delle auto sia interdetta, esse sono costantemente presenti ostacolando la libera circolazione di pedoni e biciclette  e rovinando inevitabilmente la pace e l’atmosfera offerta dai luoghi. La presenza di numerose ville private e ristoranti lungo la via è probabile ragione della mancata chiusura del parco al traffico settimanale ma ciò non toglie che almeno il divieto nel week end andrebbe fatto rispettare rigorosamente.

Infine, l’unico noleggio presente all’inizio del parco mette a disposizione delle biciclette vecchie, cigolanti e facili alla rottura o alla perdita della catena. Capisco che l’acciottolato dell’Appia Antica metta a dura prova la meccanica anche della bicicletta più robusta ma resta evidente la necessità di rinnovarle al più presto in quanto rendono ancor più pericoloso un percorso che, per sua stessa natura, è già di per sé rischioso. Sotto questo punto di vista consiglio a tutti l’uso di un caschetto anche se non espressamene obbligatorio.

A questo punto mi permetto una piacevole divagazione culinaria consigliando un paio di posti dove gustare specialità romane ben fatte. Il primo si trova proprio lungo l’Appia Antica, all’altezza dell’intersezione con Via di Cecilia Metella a due passi da Villa Capo di Bove. Si tratta di una rosticceria che offre ai viandanti di passaggio pietanze da asporto davvero di notevole qualità.

Appia 20

Abbiamo gustato dei fritti (fiori di zucca ripieni e merluzzo in pastella) davvero eccezionali (sinceramente non mi è ancora capitato in Roma di trovarne di così buoni) e soprattutto due panini incredibili entrambi fatti al momento. Il primo con broccoli e polpette di carne, il secondo con mozzarella di bufala, prosciutto cotto, olive e melanzane. Senza nulla togliere al primo, è il secondo a primeggiare fra i due.

Il secondo posto da non perdere è il ben noto Forno Campo dè Fiori (http://www.fornocampodefiori.com) collocato nell’omonima piazza (precisamente al numero civico 22). Qui, a mio avviso, è possibile gustare appena sfornate delle pizze bianche veramente ottime. Ho apprezzato moltissimo quella semplice e sono completamente impazzito per quella con i fiori di zucca e filetti di alice!

Quando tornerò a Roma, non mi esimerò dal razziare di nuovo entrambi!

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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