18 Pizzoni di Laveno

Circa un mese fa, mi recai sul Sasso del Ferro per godere della vista del Lago Maggiore in cima al monte che sorge alle spalle di Laveno. L’esperienza mi piacque molto tanto da invogliarmi a tornare in zona per salire sui Pizzoni di Laveno, una lunga cresta rocciosa che da Laveno percorre verso nord la costa orientale del lago. I Pizzoni sono più o meno della stessa altezza del Sasso del Ferro ma, se quest’ultimo offre una vista sulla parte sud del Lago Maggiore, i Pizzoni sono rivolti verso la parte nord. L’idea, quindi, di salire fin sulle cime di questa cresta montagnosa trova giustificazione nel desiderio di godere del panorama rimasto precluso dalla sommità del Sasso del Ferro.

Come nell’occasione precedente, sono partito molto presto la mattina allo scopo di tornare a casa nel primo pomeriggio. Parcheggiata l’auto a Vararo alle 7:30, ho preso la strada che porta al Passo del Cuvignone per poi imboccare il sentiero che porta direttamente alla prima cima dei Pizzoni di Laveno dove è collocata una croce visibile fin dal fondovalle. Come sul Sasso del Ferro, il sentiero è molto ben segnalato con cartelli ed i tipici riconoscimenti in colore rosso e bianco. Si tratta di accorgimenti utili ed essenziali non solo per godersi il tragitto senza timore di perdersi ma anche per affrontare con serenità la significativa pendenza imposta da questo primo tratto di sentiero.

Raggiunta la croce verso le nove del mattino, il panorama circostante è stato letteralmente mozzafiato grazie ad una bellissima mattina di cielo ed aria limpida per le recenti piogge. La posizione è altresì eccellente per volgere lo sguardo a 360° in quanto il cocuzzolo è privo di vegetazione e sopraelevato rispetto alle altre cime circostanti. Lascio che siano le foto a convalidare le mie entusiaste parole, aggiungo solo che la mattina era così luminosa da permettere di scorgere i grattaceli di Milano a più di 70 chilometri di distanza.

Il sentiero prosegue percorrendo l’intera cresta dei Pizzoni di Laveno salendo e scendendo a seconda delle varie altitudini delle cime che raggiunge. Più volte capita di poter ritrovare il panorama visto precedentemente anche se in parte ostacolato dalla vegetazione. Ciononostante, la vista resta sempre incredibile col vantaggio di scorgere meglio l’estremità settentrionale del Lago Maggiore. Immergendomi nel bosco ho anche potuto apprezzare la lenitiva opera delle recenti piogge che, mettendo finalmente fine ad un inverno eccessivamente asciutto e caldo, hanno sancito l’arrivo della primavera con un crogiolo di foglie novelle di un meraviglioso verde brillante.

Il percorso termina al Rifugio De Grani Adamoli del CAI. Qui mi sono accomodato per un buon pranzetto a base di polenta e non solo.

Sono tornato all’auto seguendo la strada asfaltata che passa da parte al rifugio e sale fino al Passo del Cuvignone.

Scavallata la montagna, ho preso il sentiero che scende a Vararo scoprendo un altro lato della valle che mi ha ricordato un ambiente da alta montagna.

Si è conclusa così una giornata di grandi panorami e soddisfazione personale. Se dovessi fare un confronto con il Sasso del Ferro, consiglierei di dare la priorità ai Pizzoni di Laveno a patto di avere quel poco di allenamento necessario ad affrontare un paio di salite impegnative.

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