Voglio Mangiare il tuo Pancreas locandina

Non è la prima volta che mi capita di parlare in questo mio blog di film d’animazione nipponici distribuiti da Nexo Digital (http://www.nexodigital.it/) nei cinema italiani. L’iniziativa, nata qualche anno fa, suscita sempre qualche polemica dovuta principalmente al fatto che le proiezioni sono limitate a poche serate infrasettimanali che rendono ardua la visione da parte di tutti gli interessati. Da un punto di vista più soggettivo, non sempre le pellicole proposte sono all’altezza dell’eccezionalità rappresentata dalla distribuzione nazionale di un cartone animato nipponico. Mi riferisco, a titolo di esempio puramente personale, ai film “Fate/Stay Night: Heaven’s Feel” ed al recentissimo “Penguin Highway”. Ciò premesso e preso atto di eccezioni più che altro dettate da valutazioni soggettive, le serate Nexo Anime sono eventi davvero straordinari per loro stessa natura (solo pochi anni fa, per i fan di vecchia data come me era impensabile poter vedere anime al cinema) nonché per la qualità generale di quanto proposito.

Non fa eccezione “Voglio mangiare il tuo pancreas” proiettato nei cinema italiani dal 21 al 23 gennaio 2019. La prima cosa che colpisce di questo anime è il titolo, decisamente criptico e certamente non dettato da strategie di marketing mirate ad ingraziarsi il pubblico. Solo sul finale, lo spettatore potrà capire l’intensità e l’importanza di questa frase che suggellerà i due protagonisti in un’emozionante unione di spiriti destinata a superare i limiti delle loro stesse vite. Sakura è, infatti, una ragazza affetta da una grave malattia al pancreas destinata ad un ucciderla. Una serie di coincidenze le porterà ad intrecciare un profondo legame con Haruki, suo compagno di classe dal carattere schivo ed introverso. I due percorreranno insieme un vitale cammino di crescita e di condivisione che permetterà ad entrambi di aiutarsi e migliorarsi a vicenda. Un classico racconto di formazione su cui, però, incombe la malattia della protagonista imponendo ai personaggi la prematura ma fondamentale consapevolezza della caducità della vita e della gioventù. Sarà proprio questo fattore che, unito al sempre più profondo legame di amicizia fra i protagonisti, imporrà ad Haruki di aprirsi agli altri, ritrovando sé stesso tramite le relazioni con i propri coetanei e imprimendo alla propria vita una direzione ed un’evoluzione che mai sarebbe stata possibile senza l’energia e la vitalità di Sakura. In un gioco di destini, la breve vita di Sakura trova giustificazione nell’essere la potente scintilla necessaria ad Haruki per sbocciare come persona mentre quest’ultimo, incapace di ipocrisie e falsità, è il prezioso sostegno di cui Sakura ha bisogno per impedire che un destino ineluttabile la privi della gioia offerta dalla quotidianità di una vita normale.

“Voglio mangiare il tuo pancreas” racconta un dramma adolescenziale acuito dalla consapevolezza che il destino ha impedito ai protagonisti di vivere una grande storia d’amore. E’ evidente che un film di questo tipo può essere apprezzato solo da spettatori che amano lasciarsi emozionare e trasportare dai sentimenti. Se non vi vergognate di farvi sfuggire qualche lacrima furtiva, “Voglio mangiare il tuo pancreas” è un film che non dovete perdervi e che dimostra come l’animazione di qualità sia in grado di raccontare storie profonde, ricche di tematiche intense e sottotesti dolorosi; riuscendo con successo laddove pellicole dal vivo troppo spesso scadono nel melenso più irritante.

Concludo con una nota di ammirazione per il bellissimo character design del film e facendo i miei complimenti al folto pubblico presente in sala che, del tutto inaspettato, mi ha dimostrato quanto l’animazione giapponese di qualità sia conosciuta ed abbia fatto presa nei cuori di tanti giovani.

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