18 Faro Voltiano

Per qualche stravagante coincidenza astronomica, la vita è a volte costellata da alcune fissazioni che, più o meno inconsciamente, restano un pensiero fisso fino alla loro realizzazione. Nel mio caso, ciò si è verificato a riguardo di una gita fatti tanti anni fa a Brunate e mai più ripetuta. Era da molto tempo che desideravo tornare a Como, prendere la funicolare che dal lungolago porta a Brunate e da qui seguire il sentiero in cresta alle montagne che si affacciano sul lago. Ricordavo, dalla passata esperienza, una vista eccezionale che mi è rimasta nel cuore.

Una nuova occasione di tornare in quei luoghi si è finalmente concretizzata domenica 5 novembre grazie alla buona volontà di Gianluca, amico fidato che ha risposto al mio appello organizzativo. Le condizioni erano ottimali. L’autunno 2017 è stato caratterizzato da belle giornate di sole come la domenica scelta. Pur consapevoli che, date le quote più elevate, i colori autunnali sarebbero stati ormai un ricordo, si è comunque concretizzata la possibilità di godere di un cielo terso e di una vista sul lago favorita dalla mancanza di fogliame sulle piante. Devo fin da subito confessare che tutte le nostre migliori aspettative sono state pienamente soddisfatte.

Siamo partiti molto presto la mattina allo scopo di sfruttare al meglio il tempo disponibile. Arrivati a Como verso le otto e mezza abbiamo attraversato il centro città in un’atmosfera di ovattata sospensione ma già con le evidenze della giornata spettacolare che ci attendeva.

Siamo arrivati alla stazione della funicolare giusto per prendere la corsa delle 9:15. Fin dall’edificio che la ospita, la funicolare Como-Brunate permette una sorta di salto nel tempo grazie alle ben visibili vestigia di quel passato prosperoso che, nel 1894, portò alla costruzione di questa importante opera pubblica. Percorrendo quasi 500 metri di dislivello, la funicolare, alimentata prima a vapore e poi elettricamente, godette della rinomanza generata dagli albori del turismo di massa ed arrivò a trasportare fino a 600.000 passeggeri all’anno. Dopo la crisi degli anni ’70 e ’80, la funicolare è ora dell’ATM e merita assolutamente di essere riscoperta da tutti gli amanti di un territorio milanese purtroppo poco conosciuto.

Da Brunate è possibile prendere una ex mulattiera che porta fin sulla cresta dei monti che si affacciano sul Lago di Como. Potenzialmente, il sentiero consente di arrivare a Bellagio. Premesso che io e Gianluca ci siano limitati ad un giro di poco più di tre chilometri, è bastato un percorso così breve per godere di un panorama mozzafiato. Lascio dimostrare quest’affermazione alle foto sottostanti, sicuro di non poter essere smentito.

Il Faro Voltiano è stato, per ovvie ragioni, il fulcro della nostra passeggiata. Situato in cima al Monte Tre Croci ad una altezza di poco più di 900 metri, alto 29 metri ed eretto nel 1927 in occasione del centenario dalla morte di Alessandro Volta, il faro offre una vista incredibile su tutto quel ramo del Lago di Como in cui è collocata l’omonima cittadina. La vista, in una mattina come quella della nostra visita, è in grado di abbracciare gran parte dell’arco occidentale delle Alpi, fino al Monte Rosa.

Muoversi la mattina presto ha anche offerto la possibilità di pranzare in loco senza necessità di prenotazione. Palesandoci, infatti, alla Trattoria del Cacciatore in Brunate fin dall’apertura a mezzodì, abbiamo potuto usufruire di un tavolo libero fino all’una del pomeriggio. Ne abbiamo dunque approfittato per gustare qualche piatto tipicamente montanaro andando così a concludere nel migliore dei modi una mattina semplicemente perfetta.

Consiglio a tutti la gita sopra descritta. Grazie a quanto offerto dalla zona, anche senza avere particolare dimestichezza con la montagna ma a patto di non farsi scoraggiare da una scampagnata a piedi, è possibile godere di panorami eccelsi e di vestigia del passato recente che fa sempre piacere vedere funzionanti ed aperti al pubblico.

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