3.7 cm. FLAKZWILLING 43 – 1/35 Trumpeter kit, code 02347

Con l’avvento dell’aviazione militare, si rese presto necessaria la creazione di una nuova branca dell’artiglieria che, equipaggiata con armamenti ad hoc, fosse specializzata nell’abbattimento dei velivoli avversari. L’esercito tedesco fu pioniere in tale ambito fin dalla Prima Guerra Mondiale. In effetti il celeberrimo Flak-18 ed i successivi Flak-36 e Flak-37 da 8.8 cm., null’altro erano che l’evoluzione di un cannone antiaereo realizzato nel corso del primo conflitto mondiale. La Flak tedesca (abbreviazione di FlugAbwehrKanone – cannone antiaereo) fu sviluppata attorno ad alcuni calibri standard a seconda della distanza di ingaggio e della tipologia di velivolo coinvolto. Per quanto concerne il raggio compreso entro i 4.000/5.000 metri, i calibri coinvolti furono quelli da 2 cm. e da 3.7 cm. Essi furono considerati i più adeguati a garantire un equilibrio fra volume di fuoco, portata ed forza distruttiva.

Nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale, le Flak leggere maggiormente prodotte erano le Flak-38 e Flakvierling-38 da 2 cm. Con l’intensificarsi del conflitto, si avviò una corsa agli armamenti che, tra le altre conseguenze, determinò un aumento dell’impiego dei caccia-bombardieri con un incremento esponenziale delle corazze che proteggevano pilota e motorizzazione. In breve tempo diventò evidente che i proiettili da 2 cm. non avevano più la forza d’impatto necessaria ad abbattere i caccia-bombardieri di nuova generazione. In un mondo in cui non esisteva ancora l’acquisizione elettronica dell’obiettivo, la necessità di mettere a segno numerosi colpi da 2 cm. per determinare l’abbattimento del veicolo avversario era impresa non facile anche per i migliori artiglieri. Nel corso, quindi, della seconda metà del conflitto, fu dato grande impulso allo sviluppo delle Flak da 3.7 cm. in quanto dotate di proietti capaci di abbattere con un solo colpo anche gli apparecchi più resistenti e corazzati. Il calibro maggiorato, però, comportava un aumento del peso del cannone e una riduzione della cadenza di tiro con una conseguente diminuzione delle chance di mettere a segno il colpo fatale. Per palliare in parte a tale difetto, la Flak-37 fu sostituita dalla più moderna Flak-43. Quest’ultima era dotata di un rateo di fuoco molto superiore a quello della sua progenitrice ma, ciononostante, era comunque considerato ancora troppo basso per saturare rapidamente l’area di passaggio di un aereo volante a bassa quota ed a massima velocità.

Allo scopo di evitare di dover sviluppare un cannone antiaereo del tutto nuovo e volendo usufruire di quanto già in produzione, la Flak-43 fu oggetto di un originale potenziamento che determinò la nascita della Flakzwilling-43. Mediante un affusto ingrandito, due cannoni furono posizionati uno sopra l’altro consentendo così di raddoppiare il rateo di fuoco senza modifiche di sorta all’armamento in sé. Il nuovo cannone era, ovviamente, molto più pesante e di maggiori dimensioni rispetto alla sua versione originale; basti pensare che, per il suo spostamento, si rese necessario un modello di carrello (detto Sonderanhaenger 106) praticamente identico a quello usato per i Flak-36 e Flak-37 da 8.8 cm, cannoni con cui normalmente si ingaggiavano bombardieri medi.  Ciò limitava l’impiego della Flakzwilling-43 che, anche a causa del numero limitato di esemplari prodotti, fu per lo più utilizzata per la protezione di treni, ponti, bersagli strategici ed anche città (vi sono foto che la mostrano sul perimetro inferiore di una torre antiaerea di Berlino).

Sono sempre stato affascinato dalla Flakzwilling-43 ma nessun modello della stessa è mai stato proposto come kit di montaggio in plastica. Questa carenza è stata recentemente sanata da Trumpeter che ha immesso sul mercato un proprio kit dedicato a tale contraerea.

Inutile dire che ho acquistato tale modello non appena si è reso disponibile presso il mio negoziante di fiducia. Devo subito rilevare che non sono un grande sostenitore della Trumpeter. Nonostante i progressi fatti recentemente, ritengo che i suoi modelli non siano alla pari con gli attuali standard di qualità e finezza dei dettagli. Ciò non è necessariamente un male assoluto ma, sempre più spesso, si accompagna ad un incremento esponenziale del prezzo che non è giustificato dal contenuto della scatola. Questo kit non sfugge a tale casistica con l’aggravio che il modello proposto è privo dei carrelli per il trasporto e, quindi, non può considerarsi completo.

In ogni caso la Flakzwilling-43 era da me troppo desiderata per essere lasciata sullo scaffale del mio negoziante. La finezza della stampata non è delle migliori ed il dettaglio non supera la media ma il suo contenuto appare comunque tale da consentire la realizzazione di un buon modello.

Inevitabilmente sarà ben accetto ogni set aggiuntivo che verrà fornito nei prossimi mesi dai produttori specializzati per migliorare la qualità di questo soggetto. In effetti la fotoincisione contenuta nel kit e relativa alla rete di contenimento dei bossoli esplosi, non può essere ritenuta sufficiente a dettagliare adeguatamente un’arma tanto complessa.

Ho da tempo in mente un progetto molto particolare che avrà questa Flakzwilling-43 come protagonista assoluta. Non intendo anticipare nulla anche perché non ho idea di quando vi metterò mano ma, in tale fase, sarà mia cura verificare l’accuratezza del kit rispetto all’arma reale. Generalmente Trumpeter brilla per dettagli e componenti omessi o inventati. Sarà, perciò, divertente scoprire se ve ne sono anche in questo caso. In tale impresa mi saranno di grande aiuto le numerose foto da me scattante nel 2012 all’esemplare custodito nel museo di Koblenz.

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Informazioni su Andrea

Fervente modellista da tanti anni, mi destreggio fra la passione per la storia militare e l'amore per i cavalli e la natura. Convinto sostenitore della mobilità alternativa a piedi ed in bicicletta, cerco sempre nuove mete che mi arricchiscano nel corpo e nello spirito.
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